Preda Istrada, il quartiere costruisce un parco giochi
Un gruppo volenteroso di genitori e residenti sistema un’area abbandonata Ci sono dondoli, scivoli, altalene e una nicchia con la statua di San Giovanni
NUORO. Gli ultimi arrivati sono stati un paio di faretti messi a disposizione dal Comune per illuminare il parchetto e consentire ai bambini di giocare fino a tardi, e una piccola nicchia dove è stata sistemata la statuetta di San Giovanni Battista da bambino, il patrono del rione. E prima ancora, grazie a un anno di sudate fatiche, di impegno e di tanto lavoro, grazie all’amministrazione comunale, sono arrivati gli scivoli, le altalene, le panchine, i dondoli, e un mucchio di altri giochi. Ci sono voluti dodici mesi di fatica, insomma, ma alla fine, gli abitanti del quartiere Preda Istrada riuniti in un’associazione spontanea sono riusciti a metter su un giardino e spazio giochi che è un piccolo capolavoro di verde, pulizia e occasioni di svago. Si trova tra via Lollove e via Canonico Sale
«Ciao a tutti – scrivevano un anno fa su Facebook – è nostra intenzione riuscire ad ottenere un autorizzazione da parte dell’amministrazione comunale per svolgere lavori di pulizia, sistemazione e creazione di un piccolo spazio verde per consentire ai bambini e agli anziani di trascorrere il tempo libero in sicurezza. Nei prossimi giorni passeremo in tutte le case per firmare la richiesta di autorizzazione indirizzata al sindaco».
Correva il 25 maggio del 2015, e allora il progetto-giardino era appena agli albori. Sono passati i giorni, le settimane e i mesi, e nel frattempo sono arrivate le autorizzazioni desiderate e soprattutto la grande generosità dei residenti del rione, dei loro amici e di quanti hanno prestato il loro tempo per dare corpo al progetto. C’è stato chi ha messo a disposizione le sue ore libere per ripulire l’area, e chi la sua competenza per costruire la nicchia che avrebbe ospitato San Giovanni Battista. Ci sono state mamme volenterose che hanno tinto le panchine, e altri genitori che si sono prestati, invece, a raccogliere qualche euro da destinare all’area. Persino il carcere di Badu ’e Carros ha voluto dare un contributo donando tre panchine.
Il risultato finale lo si può vedere in questi giorni, a percorso terminato o quasi, e per chi ci ha lavorato è una vera gioia che ripaga di tante fatiche. L’erba ora occupa lo spazio dove prima c’erano solo polvere, terriccio e sporcizia, mentre i giochi e le panchine fanno la gioia di grandi e piccini. «Oggi è stata una giornata bellissima per i bambini e genitori – scrive uno dei promotori del progetto – abbiamo messo a dimora una trentina tra alberelli e piantine ognuno con i nomi dei bambini presenti, così ogni bambino avrà' il suo alberello che crescerà insieme a lui. Un ringraziamento va a tutti quelli che hanno collaborato, ma vorrei ringraziare personalmente il vivaio TorpeFlor per averci donato queste bellissime piante. Il Comune, gli abitanti del quartiere, il carcere di Badu ’e Carros, e tutti i papà e le mamme che hanno collaborato a realizzare questo sogno per i bambini».
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