La Nuova Sardegna

Nuoro

Niente stipendi per gli operai del project

Niente stipendi per gli operai del project

La società Derichebourg non potrà garantire i pagamenti a causa di difficoltà finanziarie per il contenzioso con l’Asl

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Project financing dell’Asl 3 sempre più nella bufera. La Derichebourg sta attraversando un periodo di difficoltà finanziarie e ha comunicato a tutti i dipendenti, poco meno di un migliaio, che «l’erogazione degli stipendi di questo mese non potrà essere garantita».

Una bomba ad altissimo potenziale lanciata in un terreno minato. La tensione all’interno dell’Asl 3 è altissima. Difficile sapere che cosa succederà nei prossimi giorni. I dipendenti della Derichebourg sono quelli che fanno funzionare la “macchina ospedali” dal basso. Operai, centralinisti, guardiani, portantini e altri lavori duri. Gente che vive solo del piccolo stipendio che ritirano ogni mese. Alcuni di loro non arrivano neppure 600 euro netti, ma hanno sempre lavorato con grande impegno e sono stimati e benvoluti da tutti.

La situazione della sanità nuorese sta diventando ogni giorno più difficile. Dopo l’audizione a Roma dei vertici dell’Azienda, che hanno presentato e sostenuto le controdeduzioni alle osservazioni avanzate dagli esperti del’Anac (agenzia nazionale anticorruzione) sul progetto di finanza, sembrava che si potesse cominciare a nutrire un pochino di fiducia sul futuro. E invece sull’Asl nuorese è caduta all’improvviso un’altra tegola pesantissima. Che per ora colpisce sulla testa i dipendenti della Derichebourg Multiservizi, una delle società coinvolte nel project all’interno del Pssc (Polo sanitario della Sardegna centrale) che coordina tutte le attività del progetto di finanza. Ma il problema degli operatori della Derichebourg potrebbe provocare una reazione a catena che rischia di mettere in gravissima difficoltà l’attività dell’ospedale San Francesco e anche di tutte le altre strutture comprese nell’Asl 3.

Quella del project financing è una partita che si sta giocando su diversi tavoli da quasi due anni. Negli ultimi tempi sembrava che la situazione si fosse rasserenata, almeno dal punto di vista dei rapporti tra l’Asl e la Pssc. I tecnici dell’azienda sanitaria e quelli della società di progetto hanno infatti lavorato in strettissima collaborazione sulle osservazioni dell’Anac per preparare la controdeduzioni. Ma evidentemente non tutto è filato liscio. A scatenare la reazione della Derichebourg sarebbe stato il “taglio” operato dall’Asl sui pagamenti dei canoni e anche sulla percentuale dell’Iva. L’Asl ha sostenuto di essere a credito nei confronti del Pssc per quanto riguarda le attrezzature elettromedicali e ha inviato una circostanziata nota nella quale si spiegava che fino a quando non sarebbero stati riportati in equilibrio le situazioni sottoscritte nel project non sarebbero più stati versati i canoni di una parte del progetto.

Tutto è andato per il verso giusto fino a quando sul project nuorese non è piombata la magistratura di Cagliari. Nelle scorse settimane, i magistrati della Dda hanno iscritto sul registro degli indagati Danilo Migliorini, direttore del Pssc (Polo sanitario della Sardegna centrale) che gestisce direttamente il progetto di finanza nuorese per conto della Cofely, società del colosso Gdf Suez capofila dell'iniziativa sanitaria-imprenditoriale cominciata nel 2008. Insieme a lui, sono stati iscritti anche Giuseppe Calvia, un commercialista di Buddusò consulente della Derichebourg e Lazzaro Luce, ex amministratore della Derichebourg. (plp)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative