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Nuoro

Peste suina, scoperti nuovi focolai ordinanze a Oniferi, Orani e Sarule

di Federico Sedda
Peste suina, scoperti nuovi focolai ordinanze a Oniferi, Orani e Sarule

Nelle ultime settimane sono stati abbattuti e trovati morti nelle campagne decine di maiali infetti Il contagio si sta estendendo, mentre la task force regionale sta predisponendo il piano di intervento

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ONIFERI. Nuovi focolai di peste suina africana sono stati segnalati nell’ultimo periodo nelle campagne di Oniferi, Orani e Sarule, tre paesi allineati uno dietro l’altro sulla dorsale del Gennargentu che guarda verso la Sardegna centrale.

Le ordinanze di sequestro cautelativo degli allevamenti e di abbattimento dei capi infetti sono state firmate dai rispettivi sindaci. Per il caso segnalato a Orani l’ordinanza è stata emessa il 13 maggio scorso dall’allora commissario prefettizio, Francesco Pani, e riguardava 12 capi infetti dei quali è stato ordinato l'abbattimento e lo smaltimento nella località di “Ortu Pianu”.

Gli ultimi provvedimenti in materia di peste suina sono stati firmati dal sindaco di Oniferi, Stefania Piras che, nel giro di due giorni, tra l’8 e il 10 giugno, ha emesso ben tre ordinanze: le prime due hanno riguardato il sequestro di un allevamento nella località di “Badu Ozzastru” e la distruzione di una carcassa suina infetta. La terza ordinanza è stata emessa ieri e ha riguardato l’abbattimento sul posto di un capo infetto all’interno di un allevamento.

Qualche giorno prima la peste suina aveva fatto la sua comparsa in agro di Sarule, dove, su segnalazione del servizio veterinario di sanità animale dell’Asl n. 3 di Nuoro, è stato riscontrato un focolaio di Psa (peste suina africana) nella località di “Sos binzales”. L’ordinanza di abbattimento e distruzione dei capi infetti è stata firmata dal sindaco, Mariangela Barca. Stavolta, i capi abbattuti e smaltiti tramite l'infossamento sono stati ben 121. Una vera e propria strage dovuta al diffondersi incontrollato dell’infezione che si espande a macchia d'olio per la carenza delle più elementari norme di igiene e di controllo veterinario degli allevamenti dei maiali, spesso lasciati a pascolo brado. Una volta segnalati i focali di infezione da parte dei veterinari della Asl, ai sindaci non rimane altro da fare che ordinare il sequestro preventivo degli allevamenti e, nei casi di conferma dell’infezione, l’abbattimento e la distruzione dei capi infetti.

Spesso le segnalazioni riguardano carcasse di suini adulti morti per sospetta peste suina africana e abbandonati nelle campagne senza alcun segno identificativo. Un caso del genere è accaduto a Orani, dove, a metà maggio, sono state rinvenute dieci carcasse prive di identificazione. Immediata l’ordinanza di smaltimento delle carcasse per cercare di evitare la diffusione del contagio. Che, invece, complice il clima caldo-umido e una certa irresponsabilità degli allevatori, a quanto pare si sta allargando a valle, verso le campagne che si affacciano sul Tirso. Ai sindaci il compito ingrato di ordinare l'abbattimento e la distruzione dei capi infetti. La battaglia alla peste suina è davvero durissima.

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