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Nuoro

Il docente: «Vogliono che tornino ai campi»

Il docente: «Vogliono che tornino ai campi»

L’amaro sfogo del coordinatore: «Altro che riforma e nuovi metodi: stanno distruggendo tutto»

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NUORO. «Insegno ormai da tanti anni in un corso serale per ragionieri, nel cuore della Barbagia. È un lavoro speciale: una specie di avamposto della cultura nel bel mezzo dello sconforto per la disoccupazione da record, micro e macro criminalità, ma anche tanta generosità e desiderio di uscire dal ghetto».

Docente appassionato, una lunga esperienza da insegnante e coordinatore al corso serale dell’Itc Chironi, Domenico Pirisi, quando racconta lo fa davvero con il cuore in mano. In una pagina densa di storia e riferimenti alle norme di legge, ma anche ricordi ed emozioni, l’insegnante nuorese svela i paradossi e le contraddizioni che stanno alla base dei tagli al corso serale, e ne evidenzia, sconfortato, le possibili e devastanti conseguenze.

Perché, dopo aver scartabellato carte, documenti e annunci roboanti su riforme dei corsi serali con annessi nuovi metodi di insegnamento “più moderni e funzionali alle esigenze degli adulti”, ecco, dopo aver letto tutto questo, Domenico Pirisi proprio non riesce a capire per quale assurda ragione il corso serale dove lui insegna da anni, da settembre subìra il taglio della prima classe. Nonostante sin da ora abbia già superato il numero di alunni richiesto dalla legge per far partire il corso.

Altro, dunque, che riforma dei corsi serali. «L’ufficio scolastico provinciale – spiega Domenico Pirisi – non solo ha tagliato le cattedre esattamente del 30 per cento, ma quest’anno, dopo la nostra comunicazione di 38 iscritti per il primo periodo didattico (secondo norma ne bastavano 25) ci scrive che non concede la classe prima. Come, non concede la classe prima? Le classi, secondo la riforma, non esistono più: esistono i periodi didattici. Ok, non si intende la classe prima, volevano dire il primo e il secondo quadrimestre». «Ancora una volta ho capito male io – aggiunge, con amara ironia, Pirisi – E dei 38 iscritti che ne facciamo? È chiaro: ritornino nelle campagne».

Eppure, a leggerla in modo più superficiale, la riforma dei corsi serali non sembrava così tragica. Sembrava, spiega il docente, «Una nuova scuola articolata su gruppi di livello, non più su classi, dove ogni studente merita particolare attenzione. Chi fortemente vuole ed è capace, può ridurre i tempi seguendo corsi “progrediti”, chi invece ha bisogno di sostegno, seguirà il corso tradizionale su cinque anni».

Sembrava, per l’appunto, ma a quanto pare queste norme di principio non sono state applicate nel caso di Nuoro. che al 31 maggio aveva già ben 38 studenti iscritti per il prossimo corso del serale, quando il numero richiesto dalla norma era di 25.

Un invito a tornare nelle campagne, conclude sconsolato, il docente e coordinatore del corso serale. (v.g.)

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