La Nuova Sardegna

Nuoro

Casa di riposo, la chiusura è scongiurata

di Valeria Gianoglio
Casa di riposo, la chiusura è scongiurata

La Procura nomina un amministratore e un direttore sanitario per la struttura di via Aosta. Il Riesame “libera” Mulas

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NUORO. Una misura cautelare all’obbligo di dimora annullata dal tribunale del Riesame – quella dell’operatore socio-sanitario Luciano Mulas – le altre che attendono nei prossimi giorni il vaglio dei giudici sassaresi, e nel frattempo l’intera struttura e i suoi dipendenti che cercano, nonostante le mille difficoltà e i conti che traballano, di andare avanti.

A poco meno di un mese dalla notifica delle sette misure cautelari, tra carcere, arresti domiciliari e obblighi di dimora, che avevano travolto la residenza per anziani di via Aosta gestita dalla cooperativa “L’accoglienza”, l’inchiesta giudiziaria sulle presunte violenze e ripetuti maltrattamenti e la stessa esistenza della casa di riposo nuorese registrano alcune importanti novità.

L’amministratore giudiziale. La prima novità riguarda le mosse della Procura. Il sostituto procuratore Giorgio Bocciarelli, in queste ultime settimane, ha preso diverse decisioni per cercare di salvare la casa di riposo e soprattutto gli ospiti rimasti al suo interno. Grazie a queste decisioni, almeno per il momento, la chiusura della struttura sembra definitivamente scongiurata. Tanto per cominciare il pm, come prevedono le norme nei casi di sequestro giudiziario, ha nominato un amministratore.

Si chiama Maria Eugenia Cosseddu, e da qualche settimana a questa parte si sta occupando di controllare lo stato dei conti della residenza per anziani. Stando ai primi controlli fatti sui documenti, sembra che l’esperta nominata dalla Procura abbia trovato diversi problemi nei bilanci della struttura e diverse falle.

Ma si è messa subito al lavoro per fare in modo che la situazione non solo non peggiori, ma anzi venga recuperata e risanata al più presto. Per cercare di risparmiare sulle spese di gestione e per far fronte anche alla diminuzione, a causa delle misure cautelari, del personale, i 24 anziani ospiti rimasti sono stati tutti riuniti in una stessa ala della residenza, mentre fino a un mesetto fa erano divisi in due parti: da una parte c’erano gli anziani autosufficienti, dall’altra, invece, c’erano quelli che avevano bisogno di cure e di assistenza costanti. Era proprio quest’ultima parte quella dove gli agenti della squadra mobile nuorese avevano scoperto, anche attraverso i filmati di alcune telecamere nascoste, il clima di violenza e di angherie, nei confronti dei vecchietti.

Le rivelazioni di un confidente. Ma a far scattare l’allarme, e a far convincere la polizia a sistemare alcune dispositivi per riprendere di nascosto la vita nella residenza Familia, era stata anche una fonte confidenziale della questura.

Un testimone prezioso che agli agenti aveva raccontato come nella casa di riposo venissero consumate violenze ripetute nei confronti degli ospiti da parte di alcuni operatori socio-sanitari. E la stessa fonte aveva indicato che gli autori di queste angherie erano in particolare i dipendenti Ignazio Poggiu e Gianluca Porcu. E sempre la stessa fonte, come si leggeva anche nella ordinanza del gip Claudio Cozzella, «era prassi svegliare gli anziani ospiti alle ore 5-5.30 del mattino e lasciarli nel corridoio, al freddo e senza coperte. Alcuni di essi, inoltre, venivano legati alle sedie o alle carrozzine, al fine di non infastidire il personale durante le pulizie».

Il nuovo direttore sanitario. Proprio per valutare meglio e nel dettaglio le condotte dei sette indagati dal punto di vista professionale, il sostituto procuratore Giorgio Bocciarelli ha nominato anche un consulente infermieristico che dovrà valutare se e in quale modo siano stati infranti i protocolli nell’assistenza degli anziani.

E sempre la Procura ha nominato anche un direttore sanitario: è l’ex primario di Malattie infettive ed ex direttore sanitario dell’ospedale San Francesco di Nuoro, Pietro Mesina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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