Una petizione popolare per il custode del cimitero
In Comune 1.849 firme per chiedere che continui a lavorare anche il pomeriggio I contestatori della decisione si dicono pronti a una manifestazione di piazza
Che il custode del cimitero, Roberto Pau, di 47 anni, fosse benvoluto da tutti già lo si sapeva. Ma che nella cittadina, in una decina di giorni, venissero raccolte circa 1.849 firme per chiedere che anziché solo al mattino possa continuare a lavorare in cimitero anche al pomeriggio, è rilevante. Le firme – le hanno apposte anche dei cittadini di origine tortoliese residenti nel circondario, che hanno dei familiari sepolti nell a cittadina – in allegato alla suddetta richiesta indirizzata al sindaco Cannas, sono state protocollate in Comune sul finire della scorsa settimana. Ma come è nato il tutto? Nella petizione popolare viene precisato: «Anche dai giornali – si legge – abbiamo appreso che da inizio maggio, in seguito a gara d’appalto, è cambiata la gestione del cimitero. Non abbiamo nulla contro la nuova ditta appaltatrice. Visto che non ci è mai interessato sapere chi fossero gli aggiudicatari delle gare, perché abbiamo sempre potuto contare sull’operato e la presenza di Roberto Pau. E siamo sempre stati soddisfatti del servizio. Ma da inizio maggio è chiaro che qualcosa è cambiato: il custode ora è presente solo al mattino. E abbiamo così appreso che gli è stato dimezzato l’orario (di lavoro ndr)». I firmatari lodano l’operato del custode, oltre che nel tenere sempre pulito e curato il cimitero. «Ne va lodata la sensibilità ed estrema umanità nei momenti più delicati che questo lavoro comporta, soprattutto quando ha alleggerito il dolore per i nostri lutti. Ha sempre sistemato, con i suoi pochi mezzi a disposizione, la cappella (adibendola a luogo per ricevere le condoglianze) ha messo a disposizione acqua e fazzoletti. Piccoli gesti che in quei momenti assumono grande valore. La sua presenza è stata costante anche le domeniche e nei giorni festivi». Fra l’altro ha aperto anche a Pasqua e nel periodo natalizio, per determinate festività, quando non era dovuto. I firmatari chiedono all’amministrazione comunale «dove sia andato a finire il diritto alla tutela del lavoro». E rimarcano: «In sede di gara d’appalto avete preteso che al lavoratore venisse garantito il suo posto di lavoro, e quindi ci fosse la clausola che obbliga l’assunzione del dipendente alle stesse condizioni (se non migliori)?». I firmatari si dicono disposti a scendere in piazza «se la situazione lavorativa del custode non dovesse migliorare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
