Molestie alle giocatrici Deiana difeso dalle atlete
Le ragazze della squadra di pallamano Hac Nuorese smentiscono le accuse «Nell’albergo di Teramo eravamo tutte insieme e non è successo nulla»
NUORO. Prima l’ultimo teste dell’accusa, il fidanzato di una delle ex giocatrici di pallamano, che ha confermato davanti ai giudici di aver letto i messaggi “particolari” inviati dal mister alla ragazza, ma dei quali non ricordava i contenuti. Poi loro, le atlete che lo hanno sempre sostenuto e difeso e che ieri, rispondendo alle domande del pm Bocciarelli, hanno dato una versione diversa dei fatti che vedono l’allenatore di pallamano, Roberto Deiana, accusato di violenza e tentata violenza.
In particolare Sofia Belardinelli si è soffermata proprio sugli episodi contestati all’imputato, accaduti all’interno di un albergo di Teramo, sui quali si basa l’impianto accusatorio. Stando alle sue dichiarazioni davanti al collegio giudicante (presidente Giorgio Cannas, a latere Tommaso Bellei e Sara Perlo), la giovane di nazionalità romena che ha accusato l’allenatore di averla molestata durante la visione di una registrazione della partita, avrebbe mentito. Questa, infatti, non sarebbe stata dentro la stanza del mister da sola prima ancora che arrivassero le altre, ma vi sarebbe giunta in un secondo momento. Stando alle dichiarazioni della Belardinelli, infatti, tutte le atlete sarebbero state convocate dal coach per vedere insieme una gara. Poi, a una certa ora Deiana avrebbe ordinato loro di andare in camera a riposare.
Testimonianza che non collima con quella data da una delle ex atlete nel corso di una precedente udienza, quando aveva invece dichiarato di essersi trovata da sola nella stanza insieme a Deiana e di aver subito da lui molestie. Aveva detto di aver approfittato poi dell’arrivo delle altre per andare via insieme a loro. Il legale di Deiana, l’avvocato Francesco Lai, viste le discrepanze tra i due racconti, ha chiesto ai giudici che una delle presunte vittime degli abusi, presente in aula, venisse ascoltata ancora per confermare le dichiarazioni rilasciate in precedenza, alla luce della testimonianza dell’altra atleta.
Ma sentita di nuovo, la giovane non ha cambiato versione e ha continuato a sostenere le sue accuse. A queste sono seguite le testimonianze di altre due atlete, venute a conoscenza delle presunte violenze solo in un secondo momento, a seguito delle confidenze fatte dalle due ragazze ad altre amiche della squadra. Le ragazze davanti ai giudici hanno messo in dubbio la veridicità dei fatti contestati, avvalorando invece la tesi dell’allenatore che si è sempre dichiarato innocente. Attraverso il suo legale, Deiana ha sostenuto che le accuse, in particolare quelle mosse da una delle due ex atlete, erano dovute al fatto che nel dicembre del 2012 era stata allontanata dalla squadra per una semplice decisione tecnica, dovuta al suo scarso rendimento. Versione confermata anche ieri in aula dalle altre giocatrici dell’Hac Nuorese che non hanno avuto remore nel dire che, soprattutto una delle due ex colleghe, ormai non rispettava più le regole. Il processo riprenderà a settembre.(k.s.)
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