Tragedia in sala parto mamma fuori pericolo Aperta un’inchiesta
I genitori su Facebook: «Proteggici da lassù». Ieri l’autopsia Il legale della famiglia: «Troppi punti oscuri in questa storia»
NUORO. Rosa, 20 anni, domenica scorsa, quando arriva da Burgos al San Francesco per partorire, sta bene: la gravidanza è trascorsa felice senza alcun problema. Intorno alle 3 del pomeriggio entra in sala travaglio. Doglie regolari, dilatazione nella norma, nulla lascia presagire la tragedia. A un certo punto, intorno alle 15,30, l’allarme arriva dal monitoraggio: il cuore del bambino non batte più. I medici cercano allora di salvare il bimbo con un cesareo d’urgenza che però non riesce. Il piccolo, quando viene estratto dalla pancia, è già morto mentre l’utero della ragazza è pieno di sangue. I medici, per fortuna, riescono a salvarla sottoponendola a una serie di trasfusioni. Ricoverata nel reparto di rianimazione, le sue condizioni stanno lentamente migliorando: ieri ha ripreso conoscenza. «Ci sono troppi punti di domanda in questa storia – dice il legale della famiglia, Caterina Zoroddu – Rosa stava bene, perché a un certo punto, dopo le 15, i medici hanno deciso di intervenire? E quando è morto il bimbo? È nato vivo o era già morto quando l’hanno estratto? Troppe domande ancora senza risposta».
Per questo la famiglia di Rosa e il suo compagno, Toni Brau, hanno depositato una prima denuncia alla magistratura per chiedere che sia fatta chiarezza. Sul fronte dell’indagine la magistratura nuorese si è già mossa. Il pubblico ministero Andrea Vacca ha già sequestrato le cartelle cliniche. Ieri pomeriggio è stata effettuata l’autopsia sul bimbo. La famiglia ha nominato come consulente di parte la dottoressa Maddalena Mele. Solo dopo i risultati della perizia medico-legale il magistrato deciderà se procedere contro i medici che si sono occupati del caso. Per ora la denuncia è a carico di ignoti.
«Soltanto l’autopsia potrà svelare le cause della morte e l’ora del decesso del bimbo– continua il legale – Per il resto confidiamo nel lavoro della Procura. Oggi ho parlato col compagno e con la mamma di Rosa, sono sconvolti. Rosa invece la sentirò nei prossimi giorni, quando starà meglio».
Ieri Toni era in ospedale, lo sguardo fisso. Nella sala d’attesa del reparto di rianimazione aspettava che i medici gli facessero vedere Rosa. Poi è tornato a casa, a Burgos, dove l’aspettava la sua primogenita, 4 anni appena.
Ma cos’è successo domenica scorsa nella sala parto del San Francesco? Per i medici si è trattato di un evento raro e imprevedibile, causato dal distacco totale della placenta. «Siamo tutti vicini alla famiglia in questo momento di gravissima perdita – dice Maria Carmela Dessì, direttore sanitario dell’Asl nuorese – Abbiamo piena fiducia nell’operato dei medici e delle ostetriche. È stata immediatamente avviata un’indagine interna per ricostruire i dettagli della vicenda e gli operatori hanno sin da subito dato la loro piena collaborazione alla magistratura per tutti i rilievi del caso». Secondo la direttrice sanitaria «l’ipotesi più probabile è il distacco improvviso della placenta, un evento imprevedibile e drammatico che mette in pericolo sia la vita del bimbo che quella della mamma. Uno di quei rari casi in cui la medicina non è purtroppo in grado di evitare l’inevitabile. Per fortuna l’intervento immediato dei medici ha evitato una tragedia doppia. È stato fatto tutto il possibile – ripete la Dessì – È stata solo una terribile fatalità».
Ieri Rosa, dopo aver ripreso conoscenza, dal suo letto d’ospedale ha scritto una dedica straziante al suo bimbo sul suo profilo Facebook. «Per 9 mesi abbiamo avuto 4 mani, 4 piedi, 4 occhi, ti ho amato per nove mesi e lo farò ancora per la fine dei miei giorni. Proteggici, ma soprattutto proteggi la tua sorellina. Ti amiamo».
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