Crisi economica Sos di Confindustria, la Regione risponda
Tortolì, Bornioli ricorda a Pigliaru gli impegni presi «Manca ancora la firma dell’Accordo di programma»
L’Ogliastra è oramai sempre più sull’orlo di un baratro: a lanciare l’ennesimo allarme per la fortissima crisi economica è il presidente di Confindustria Sardegna centrale, Roberto Bornioli. Che parla di infrastrutture ferme, Progetto Ogliastra in ritardo, imprese in difficoltà. E chiede l’intervento della Regione: «In Ogliastra, 20mila tra disoccupati e inattivi su una popolazione di 57mila residenti, servizi essenziali a rischio, imprese che annaspano in un contesto sempre meno competitivo. È gravissimo che risorse per 280 milioni stanziate da anni per infrastrutture strategiche restino bloccate. Risultato: le principali arterie stradali sono incompiute, aeroporto chiuso, un porto a pezzi da riqualificare ed ora senza gru, un’area industriale in grave stato di degrado e senza lotti disponibili per le imprese. Emblema di un tale disastroso immobilismo è la nuova strada statale 125-Orientale sarda, la cui realizzazione è in capo all’Anas».
Per Bornioli, i lavori per i lotti mancanti, già appaltati, sarebbero dovuti iniziare già lo scorso anno ma nonostante i ripetuti annunci l’apertura dei cantieri slitta di mese in mese a data da destinarsi.
«Stesso discorso – prosegue – per la strada provinciale 27 Villagrande-Tortolì, in capo alla Provincia, per risorse pari a 20 milioni. Un anno fa si attendeva l’aggiudicazione dei lavori per 10 milioni, ma di fatto è ancora tutto fermo. Inoltre, dopo un anno e mezzo dal bando per la riqualificazione della strada statale 198 Seui-Gairo (appalto da 9,7 milioni), qualche giorno fa la Provincia ha inviato all’impresa che avrebbe dovuto svolgere i lavori una nota di non aggiudicazione, bloccando di fatto l’opera».
Confindustria Sardegna centrale ricorda che una boccata d’ossigeno era attesa dal Progetto Ogliastra, le misure per la crescita proposte dalla cabina di regia territoriale e annunciate dal presidente Pigliaru a Tortolì e a Lanusei il 24 aprile 2015. «A oltre un anno dagli impegni presi – viene precisato – è indispensabile che si arrivi in tempi stretti alla firma dell’Accordo di programma. Bisogna poi evitare che le fasi di attuazione degli interventi si prolunghino a dismisura a causa della burocrazia. Inoltre, quello che secondo i soggetti proponenti del territorio era nato come un Piano strategico di ampia portata sul modello del Piano Sulcis (620 milioni stanziati), rischia di trasformarsi, anche per mancanza di risorse, in un pacchetto di interventi non in grado di rilanciare l’economia dell’intero territorio».
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