Badu ’e Carros, premiati i “Poeti sospesi”
Sono Pietro Paolo Melis e Luca Virde i vincitori del concorso letterario giunto alla seconda edizione
NUORO. Nella cappella del carcere di Badu ’e Carros sono stati premiati i vincitori del concorso letterario “Poeti sospesi”, lanciato dal poeta ed ex detenuto Annunziato Zavettieri e giunto quest’anno alla seconda edizione. Il primo premio è andato a Pietro Paolo Melis con “È ora di pregare", profonda nel contenuto e curata nella forma, e ex aequo a Luca Virde con “La babele del mare” che affronta il forte tema dell'immigrazione.
Secondi classificati Flavio Chessa per "Richiami dal futuro" dove la speranza supporta l'uomo nel suo percorso meditato e Vincenzo D'Alessandro con “Lo sbaglio”, immagini forti e toccanti frutto di un sentire profondo e maturo. Terzo classificato Gianluca Cherchi con “Pensieri sospesi”, componimento che va oltre le nebbie, in quella sorta di infinito sconfinato e misericordioso dove a tutti è dato pescare.
Menzione speciale per la poesia “Emigrati” composta da Pietro Basile, che non essendo presente non ha potuto ritirare il premio e la pergamena, che verranno comunque consegnati ai suoi familiari. La giuria era presieduta dalla scrittrice-giornalista Lucia Becchere, coadiuvata da Eva Cannas, insegnante di Lettere in pensione e operatrice volontaria nel carcere nuorese, nonché promotrice del concorso; dal garante dei detenuti Gianfranco Oppo e dal docente e ricercatore Italo Deledda. A rappresentare l'amministrazione comunale di Nuoro l'assessore ai servizi sociali Valeria Romagna. In prima fila tutti i soci de “La sesta opera”, sodalizio dedicato a san padre Kolbe che svolge un'intensa attività socio-culturale all'interno dell'istituto penitenziario. «È stata un’esperienza bellissima e mi inchino alla bellezza dei sentimenti che avete espresso nelle vostre poesie – ha detto Lucia Becchere – i versi che sgorgano del vostro animo sono un importante simbolo di pace per tutti noi». Eva Cannas nel suo intervento ha invece sottolineato come «in una società misericordiosa nessuno si può abrogare il diritto di escludere il prossimo, soprattutto qui, dove ci sono individui portatori di precisi diritti. Cultura, lavoro, istruzione sono il ponte da percorrere e oggi con la poesia questo istituto si apre alla società e viceversa». Per il garante Gianfranco Oppo «chi prova l'esperienza del carcere è un uomo che viene cambiato nel profondo e quando riacquista la libertà egli è diventato un'altra persona». Rivolgendosi ai detenuti ha poi aggiunto: «Io, la direzione, gli educatori, il volontariato, siamo fermamente convinti che dentro di voi ci sia qualcosa che vada molto più in là di queste mura, e la bellezza delle poesie che avete scritto ne è la prova».
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