Gavoi, l’appello del sindaco Cugusi: «Salviamo il Taloro»
GAVOI. Le dimissioni del consiglio direttivo della Società Polisportiva Taloro Gavoi mettono a rischio la partecipazione al campionato di calcio della squadra che milita da ben 17 anni (è la più...
GAVOI. Le dimissioni del consiglio direttivo della Società Polisportiva Taloro Gavoi mettono a rischio la partecipazione al campionato di calcio della squadra che milita da ben 17 anni (è la più longeva di tutte) nella massima categoria regionale di Eccellenza. Dopo il primo annuncio lanciato dai dirigenti ora è l’amministrazione comunale che informa la popolazione che «in data 23 giugno 2016, nell’ufficio del sindaco, il presidente della Polisportiva Taloro Pietro Maccioni ha comunicato, a nome di tutta la dirigenza, oggi composta da nove persone, la decisione di rassegnare in blocco le dimissioni, consegnando al sindaco le chiavi della sede. Pertanto – precisa il primo cittadino Giovanni Cugusi – se alla data ultima del 29 giugno 2016 non si raggiungerà il numero minimo di 15 dirigenti effettivi, tutte le attività sportive dello storico sodalizio calcistico gavoese, dalla prima squadra sino a tutto il settore giovanile, risulteranno cessate». Il sindaco e l’amministrazione comunale, con grande rammarico, prendono atto della decisione dei dirigenti e fanno un ulteriore appello: «A tutti gli appassionati di calcio, ai tifosi di tutta la Barbagia, che la domenica affollano gli spalti del campo sportivo comunale “Maristiai” e ai genitori degli oltre cento ragazzi del settore giovanile, affinché si trovino nuove forze ed entusiasmo per dar seguito all’attività sociale della Polisportiva Taloro, vera risorsa di aggregazione per il territorio. Chiunque volesse dare la propria adesione e far parte del nuovo direttivo può contattare gli amministratori comunali o i dirigenti dimissionari. Siamo sicuri – è la conclusione dell’appello – che, una volta di più, gli sportivi barbaricini daranno una risposta positiva di impegno volontario per la comunità». È quanto sperano anche i dirigenti dimissionari, ma anche gran parte della popolazione. (g.m.s.)
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