Peste suina, nuove restrizioni a Desulo
La Regione amplia la zona di sorveglianza dopo la scoperta di due maiali infetti. Il sindaco Gigi Littarru: «Ne prendiamo atto: non vorrei ci fosse qualche untore»
DESULO. Un cerchio di dieci chilometri dall'individuazione del caso di peste suina africana. Una sorta di quarantena necessaria, secondo la vigente normativa per assicurare il rispetto dei protocolli sanitari e la tutela della salute pubblica. E soprattutto per evitare che il virus si diffonda e possa arrecare ulteriori danni. Questa la decisione della Regione Sardegna che ieri, con due determinazioni, ha istituito una zona di sorveglianza per Psa (peste suina africana), stabilendo l'attivazione dei rigidi protocolli sanitari. Il tutto all’indomani della segnalazione di un caso di peste suina in un allevamento controllato durante le operazioni di abbattimento dei maiali bradi nel territorio desulese.
Un allevatore aveva deciso di emergere dall'irregolarità, rispettando le disposizioni previste dalla legge e dall'unità di progetto. Infatti nei primi prelievi non era stato segnalato alcun caso di positività. Fatto ripetutosi anche nei controlli successivi. Ma nell'ultimo, due delle bestie monitorate sono state trovate infette. Di qui l’ordine di abbattimento e l’attivazione del controllo di profilassi. Con la determinazione 75 del 2016 vengono imposte tutte le restrizioni del caso. Tra cui il divieto di movimentazione di suini su strade pubbliche e private, salve specifiche deroghe. Le aree dovranno essere indicate con cartelli che avvisino della presenza dell'epidemia. Rigidi poi i controlli sulle aziende e sul trasporto autorizzato: i mezzi dovranno essere sottoposti a disinfezione.
Così come dovranno essere monitorate le aziende interessate e sottoposte a disinfezione. «Sapevamo che si sarebbe arrivati a questo – dice il sindaco Gigi Littarru – e non possiamo che prenderne atto. Purtroppo le conseguenze saranno pesanti per tutto il mondo delle campagne. Mi domando quello che sarà il futuro del settore, visto che in presenza di situazioni di emergenza sanitaria, ogni discorso dovrà essere rimandato. Ribadisco l’intenzione dell'amministrazione di cercare un dialogo con la Regione, anche sulla questione degli abbattimenti». Nel frattempo si cerca di capire il perché del rinvenimento degli esemplari positivi dopo le verifiche fatte dalla Asl. Durante i primi controlli, i maiali sono risultati sani. «Eravamo, siamo e resteremo una zona di sorveglianza per peste suina africana- conclude Littarru – In queste condizioni, per ora, non ci salva neppure il padre eterno. Non vorrei che ci fosse stato qualche untore».
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