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Nuoro

Cimitero, restano 2 loculi parte la caccia agli spazi

di Mattia Sanna
Cimitero, restano 2 loculi parte la caccia agli spazi

Orgosolo, il Comune cerca di superare l’emergenza che blocca le tumulazioni Per il momento con procedura d’urgenza sono stati individuati 18 nuovi spazi

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ORGOSOLO. Il sindaco ordina agli abitanti di Orgosolo, giunti alla fine della propria esistenza, di attendere qualche mese prima di morire. Chissà se tra i super poteri, assegnati riforma dopo riforma, agli enti territoriali, nelle mani dei primi cittadini, un giorno arriverà anche una prerogativa simile.

Prima di allora, tuttavia, le amministrazioni locali saranno e sono chiamate a trovare soluzioni immediate, nel concreto. Decisioni finalizzate a garantire i diritti fondamentali della collettività, a cominciare dalla salute. Accade a Orgosolo, centro dell’entroterra isolano di 4300 anime circa, che il cimitero non possa più ospitare tumulazioni.

«Sono rimasti solo due loculi», si è sentito comunicare Dionigi Deledda, eletto nuovamente, ai primi di giugno, alla guida del paese dei murales. Anche a voler essere ottimisti e ad utilizzare tutti gli scongiuri, preghiere e benedizioni del caso, il numero di tombe a disposizione è davvero esiguo e la preoccupazione di risolvere il problema non può che assorbire certamente le azioni immediate e le decisioni prioritarie di un esecutivo, in carica da nemmeno un mese. Il rischio, infatti, è che la penuria si trasformi in emergenza, con conseguenze incalcolabili per la cittadinanza.

In un periodo dell’anno, peraltro, dove le alte temperature non aiutano affatto. Per questo motivo, azionando le procedure di somma urgenza, il municipio sta lavorando in questi giorni al superamento del grave pregiudizio. Sono stati già installati diciotto nuovi spazi, che dovrebbero servire ad attenuare sensibilmente una condizione così grave.

Dopo lo sciopero del necroforo, conclusosi fortunatamente in poche ore, dunque, ancora una volta ad Orgosolo, i cittadini hanno rischiato di non poter giungere al termine della propria vita dignitosamente, avendo garantita una sepoltura decorosa nel proprio paese. Si può oggi, però, tirare il canonico sospiro di sollievo, visto l’intervento messo in atto. Ovviamente si spera di non dover utilizzare le tombe messe a dimora recentemente, nel tentativo di esorcizzare un momento che fa, tuttavia, esso stesso parte della vita. In pochi, infatti, confesseranno il proprio timore e la propria repulsione ma, come sosteneva il grande regista Woody Allen, sono davvero in tanti a poter affermare – non è che ho paura di morire. E’ che non vorrei essere lì quando questo accade».

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