La Nuova Sardegna

Nuoro

Daga: «Bilancio, l’ora della verità»

L’ex assessore: vediamo se questa giunta è brava a rimboccarsi le maniche

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NUORO. «A Nuoro si dice: si non ti cheria sonau, no t’essere fattu campana!». Parte con ironia, l’ex assessore comunale al Bilancio Tore Daga. «Che gli uffici finanziari del Comune siano in difficoltà, non è una novità anzi è una costante – sottolinea a proposito dei conti comunali ancora in alto mare –. Le ragioni sono diverse, carenza di risorse umane nel settore economato, finanziario e tributi, carichi e ritmi di lavoro snervanti, continui “aggiornamenti” normativi confusi, adempimenti amministrativi legati alle scadenze per l’invio della certificazione del patto di stabilità 2015 (entro il 31 marzo), adempimenti relativi al questionario della Corte dei conti sui debiti fuori bilancio e disavanzi di amministrazione 2015 (entro il 18 aprile), invio da parte dei revisori dei conti del questionario Siquel relativo al bilancio 2015 (entro il 30 aprile) e ora, tanto per non annoiare gli uffici dell’ente, si assiste anche all’accavallarsi delle scadenze per l’approvazione del rendiconto 2015 e del bilancio di previsione del triennio 2016-2018, entrambe fissate per il 30 aprile (siamo già fuori termine). Insomma redigere i due atti più importanti del Comune non è una passeggiata, non lo è mai stato, ma questo lo si sapeva, o almeno credo – ricorda Daga –, lo sapessero coloro che si sono candidati alla guida della città, quando si sono proposti come novità salvifica per la nostra collettività. Oggi come in passato, le difficoltà ci sono e le criticità sono importanti, i problemi, ora come allora, sono tali e tanti, che esigono un’assunzione di responsabilità, matura e decisa, da parte di chi governa Nuoro. Attendere la manna dal cielo non serve, semmai è più utile rimboccarsi le maniche».

«Infatti, in questo momento, non bisogna mostrare segni di insofferenza nei confronti di una cosa, la guida della città appunto, che in precedenza si è desiderato e voluto con insistenza, bramosia e convinzione, ma soprattutto, non occorre ricercare aiuti, che non arriveranno esattamente come non sono mai arrivati, nemmeno in passato. Occorre solamente far affidamento alla concretezza, ciò perché per la città, chi si cheria sonau ha fatto una scelta, ossia quella di governarla e lo deve fare con saggezza e serietà, senza demordere, portando avanti quella scelta per la quale ses fattu campana sapendo che questa sarebbe stata una scelta impegnativa e nel contempo avrebbe comportato sacrifici importanti.

La realtà è crudele, prima o poi, presenta il conto e ciò sta accadendo sotto gli occhi ingenui, increduli e confusi di chi governa il nostro capoluogo.Ciò nonostante – chiude Tore Daga –, sono convinto che la campana suonerà i suoi rintocchi, forse un po’ stonati, ma li suonerà. Il problema però, non è, se suonerà o meno la campana, bensì come suonerà? Dunque, come verranno quadrati i due bilanci, rendiconto di gestione e previsionale? Su questo servirà un supplemento di attenzione e di vigilanza da parte delle opposizioni».

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