La Cisl: «Sanità senza assistenti sociali»
Esplode il caso dell’ospedale San Francesco. «La carenza di questo tipo di personale specialistico è ormai insostenibile»
NUORO. «La carenza di personale nella Asl di Nuoro, più volte denunciata, non riguarda soltanto il comparto sanitario». All’appello dell’organigramma mancano, infatti, anche gli assistenti sociali, «nei vari settori e in tutti i distretti dell’azienda» denuncia Giorgio Mustaro, segretario generale della Cisl-Fp federazione territoriale di Nuoro. «La carenza di questo personale è diventata insostenibile nell’ospedale San Francesco dove opera, da tanti anni, un solo assistente sociale, con un carico di lavoro diventato ormai eccessivo, per di più in costante ed evidentissimo aumento» spiega il sindacalista.
L’unica assistente sociale in servizio, insomma, deve dare risposte e trovare soluzioni per un’utenza sempre più numerosa che si rivolge al servizio sociale ospedaliero durante la degenza nei vari reparti del San Francesco, per una serie di problematiche molto vasta, legate alla dimissione, all’applicazione delle normative nazionali e regionali per particolari categorie di utenti, come pure all’attivazione di programmi per facilitare la domiciliarità a seguito del ricovero, al monitoraggio della procedura relativa al parto anonimo, alla ricerca di strutture, Rsa, Comunità integrate per l’inserimento dei pazienti non dimissibili al proprio domicilio, alla collaborazione all’interno dei vari protocolli aziendali, all’attività come Operatore locale di progetto all’interno del servizio civile nell’ospedale San Francesco.
«La presenza di questo operatore è ormai indispensabile per una corretta e completa presa in carico dei pazienti – insiste Giorgio Mustaro –. Pertanto appare indiscutibile che questo carico di lavoro non possa essere portato avanti da un unico operatore, per quanto di comprovata esperienza. I vertici aziendali nuoresi si sono adoperati per ovviare a questa situazione utilizzando l’istituto della mobilità e ricercando figure appropriate in altri enti pubblici. Un anno fa la Asl barbaricina approvò una delibera in cui stabiliva di assumere, per mobilità intercompartimentale, tre collaboratori professionali-assistenti sociali e destinarne due all’ospedale San Francesco di Nuoro. La soluzione sembrava trovata, ma il blocco del turn-over imposto dall’assessorato regionale alla Sanità ha reso inutile la decisione aziendale e le mobilità in questione rischiano di scadere, posto che la relativa graduatoria ha validità fino al 31 dicembre prossimo».
«A rendere ancora più incomprensibile tale situazione – spiega l’esponente della Cisl –, si è aggiunto un altro provvedimento con cui vengono assunti, con fondi specifici, dalla Asl n° 3, quattro assistenti sociali a tempo determinato per sei mesi. Evidentemente la struttura sanitaria locale ha necessità di queste professionalità, ma la rigidità del provvedimento assessoriale non permette di regolarizzare una stato di cose che rischia di ricadere pesantemente sui lavoratori, ma anche sui pazienti, ancora una volta vittime dei tagli ragionieristici imposti dai bilanci pubblici. La Regione, in questo caso, potrebbe derogare alla direttiva emessa l’anno scorso e permettere la mobilità ai due giovani assistenti sociali, candidati ad occupare i posti vacanti in organico al San Francesco e che da un anno attendono una risposta alle loro legittime aspettative – chiude Giorgio Mustaro –. Il costo per le casse pubbliche sarebbe davvero irrisorio, ma le ricadute positive che si avrebbero per il nostro intero territorio sarebbero enormi e giuste per una popolazione che già paga altri prezzi pesanti in termini di mancata sanità».
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