Jobs act, forte incentivo per il mercato del lavoro
Un convegno della Direzione territoriale del lavoro per esaminare i primi risultati Annunciata la revisione dei voucher. L’assessore Mura: «Molti elementi positivi»
NUORO. Il mercato del lavoro può aprire nuovi spazi di occupazione solo se viene riformato. Questa la filosofia del governo guidato da Matteo Renzi, padre del Jobs act (l’atto per il lavoro) creato per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato. Ieri un riepilogo, con le novità in parlamento, è stato fatto durante il convegno promosso dalla Direzione territoriale del lavoro di Nuoro, guidata da Carlo Colopi. Incontro che ha visto l’intervento dell’assessore regionale al Lavoro, Virginia Mura, del senatore Giorgio Santini, e del senatore nuorese Giuseppe Luigi Cucca. Il fronte ministeriale è stato invece rappresentato dal Paolo Pennisi, direttore dell’Agenzia-Ispettorato nazionale del lavoro.
Sul Jobs act hanno espresso giudizi lusinghieri i due senatori. Santini: «Ha consentito di aumentare di oltre 150mila unità il numero degli occupati. Una crescita che ha prima riguardato gli over 50 e dopo la fascia giovanile. Il settore che ha risposto meglio è stato quello manifatturiero, mentre nei servizi si doveva ottenere di più e invece si è continuato a far ricorso agli accordi precari. Come quelli dei voucher, per i quali è in corso una revisione».
Risultati dei quali ha avuto la sua fetta di vantaggi anche il Nuorese, a sentire il senatore Cucca: «con diverse imprese che hanno colto l’occasione del risparmio di 8mila euro, per tasse e contributi, per allungare “sine die” accordi a tempo o stipulare nuovi contratti». Il parlamento proprio ora discute i termini per una nuova edizione dell’intervento governativo, che non ha mancato di creare polemiche, per via di quella presenza di clausole a “tutele crescenti” viste da una parte politica come penalizzanti rispetto ai vecchi contratti.
La riproposizione del Jobs act – da inserire nella Finanziaria in elaborazione – conserverà gli incentivi, ma con cifre ridotte. «Tutto previsto, perché all’inizio si trattava di dare uno choc positivo a un sistema bloccato. Ora si tratta di raccoglierne i frutti e proseguire, con un nuovo affiancamento», ha concluso Santini.
L’assessore al Lavoro, Virginia Mura, ha rafforzato la tesi che la scelta renziana è stata giusta. «Perché, anche nell’isola la crescita di occupati c’è stata, soprattutto nel 2015. Quest’anno invece si è andati meno bene, in corrispondenza del calo degli incentivi». Dentro il discorso locale, Virginia Mura ci ha messo quelle che ritiene siano le conquiste della Regione e del suo assessorato: «Abbiamo creato il tirocinio di rientro per chi era da tempo disoccupato, tramite l’opera dei Centri provinciali dell’impiego, che hanno provveduto alla riqualificazione. Altro intervento quello di Garanzia giovani, che ha interessato 40mila persone».
L’esponente della giunta Pigliaru appunta sulla maglietta anche il risultato di avere ricollocato 3mila lavoratori in cassintegrazione, con un progetto finanziato in parte dal ministero (4 milioni) e per il resto con i fondi dell’Unione Europea. Ogni intervento ha consentito di tappare alcune falle apertesi negli ultimi 15 anni. I dati dei Csl dicono che rimangono a terra ancora 260mila sardi. La Regione prepara il progetto di riqualificazione professionale: tre anni di scuola per dare una qualifica ai troppi che non la posseggono e riportare nell’alveo scolastico i tanti ragazzi che in Sardegna hanno abbandonato durante le medie o nelle superiori.
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