Lotta tra le coop di Oliena: «Producano vini, non olio»
La cantina che imbottiglia il famoso Nepente ha deciso di diversificare la sua attività La cooperativa olearia: «Così si rischia di mettere in ginocchio un intero settore»
OLIENA. È polemica tra le due nuove cooperative olearie di Oliena. Il presidente del nuovo sodalizio, nato dalle ceneri della vecchia cooperativa, Graziano Pau, invia a nome del consiglio direttivo una piccata nota per mettere al corrente gli olianesi della situazione che si è creata. «Il consiglio direttivo – si legge – constatata la volontà della dirigenza della Cantina sociale di Oliena di costituire un nuovo polo produttivo nel settore oleario, esprime in merito il totale disappunto e la propria contrarietà ad una iniziativa che, lungi dall’essere una mera scelta imprenditoriale, mira in maniera ignobile e vergognosa a minare e a destabilizzare il tentativo della attuale dirigenza di far rinascere, dalle ceneri di una disastrosa gestione perpetrata in passato, un nuovo sodalizio cooperativo che ha come unico ed esclusivo obiettivo quello di valorizzare un settore, quello oleario, le cui potenzialità sono ancora inespresse. Riteniamo pertanto – continua il documento della Cooperativa olearia – l’iniziativa intrapresa dalla Cantina sociale, non solo lesiva nei confronti della nascente cooperativa olearia, che dopo anni tenta di risollevare un settore trainante dell’economia olianese, ma soprattutto controproducente per gli interessi della intera collettività, in quanto l’azione ha come unico scopo quello di disgregare una produzione di eccellenza che meriterebbe ben altra politica oltre che visione strategica. Nel ribadire la ferma e sdegnata contrarietà all’iniziativa intrapresa dalla Cantina sociale, ed in particolare dalla nuova dirigenza appena insediata, che sembrerebbe essere più animata da uno spirito e da una politica di feudale memoria che non dalla volontà di perseguire una seria ed oculata politica industriale volta alla valorizzazione delle produzioni viticole olianesi». La cooperativa olearia vuole capire «a chi giovi parcellizzare un settore produttivo che ha nella forza dei numeri l’unica possibilità di una effettiva valorizzazione. A chi giova infondere in una società già fortemente intrisa di un individualismo autoreferenziale concetti e politiche volti più alla contrapposizione che non alla aggregazione sociale?».
La Cooperativa olearia si rivolge infine a tutti coloro che, dopo aver condiviso in questi mesi con fierezza il percorso della nuova compagine sociale, stanno manifestando, con un rinnovato orgoglio e senso di appartenenza, «la propria contrarietà ad un simile disegno che mira esclusivamente a cancellare dal panorama produttivo un sodalizio ed una storia che appartiene al patrimonio dell’intera collettività olianese e che, come tale, deve perseguire liberamente, e senza indebite intromissioni, i propri scopi ed interessi imprenditoriali».
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