Protezione civile, piano carente
Cisl e Uil chiedono risposte sull’utilizzo dei dipendenti comunali
MACOMER. L’organizzazione del lavoro e l’attività di Protezione civile svolta dei dipendenti del Comune di Macomer presenta problemi e carenze che necessitano risposte da parte dell’amministrazione. I segretari territoriali di Cisl Fp, Luciano Boi, e Uil Fpl, Raffaella Murgia, ai quali aderiscono i lavoratori dei Comuni, hanno scritto al sindaco e al segretario comunale richiamando l’attenzione sulle difficoltà alle quali vanno incontro i lavoratori del Comune impegnati nelle attività di protezione civile e chiedendo che si intervenga dando risposta ai problemi segnalati. Ricordano quindi che da oltre due mesi hanno chiesto l’avvio di un «confronto congiunto sull’organizzazione del lavoro (pare che la data sia stata fissata a settembre), sulla gestione del personale e su aspetti particolari, come l’organizzazione e l'operatività rispetto al delicato problema della protezione civile», al quale non si è dato mai una soluzione «per una sostanziale inadeguatezza di risorse, di istruzioni operative agli addetti, di procedure certe e di formazione o di strumenti tecnologici adatti, ma anche delle più banali attività». Luciano Boi e Raffaella Murgia fanno inoltre notare che non tutti i dipendenti inseriti in turno di protezione civile dispongono della chiave per accedere alla sala operativa, per cui «potrebbe succedere che il malcapitato in turno riceva l’allerta e paradossalmente possa rimanere chiuso fuori dalla struttura comunale».
Ma non è questo l’unico problema sollevato nella lettera. «In turno – scrivono i sindacalisti – vengono inseriti, in qualità di coordinatori, dipendenti che non possiedono la pur minima conoscenza del territorio, non possiedono la professionalità adeguata a gestire le emergenze e per questo non hanno dato la volontaria disponibilità a far parte della Protezione civile».
La lettera conclude chiedendo maggiore impegno e direttive precise a tutela del personale che è sottoposto a responsabilità improprie. «Ci riserviamo di avviare una precisa vertenza sindacale – si legge – non escludendo il blocco dei servizi e la segnalazione alla magistratura delle omissioni». (t.g.t.)
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