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Nuoro

“Residenza Familia”, i parenti delle vittime: «Vogliamo giustizia»

“Residenza Familia”, i parenti delle vittime: «Vogliamo giustizia»

Ieri nuova udienza per le morti sospette nella casa di riposo Presente in aula Gianluigi Masala, responsabile della struttura

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NUORO. «Vogliamo giustizia. Mio padre è stato picchiato e ha perso un occhio. Era entrato nella casa di riposo di via Aosta appena due ore prima di finire in ospedale, con una lesione grave al volto. Come hanno scritto i medici nel referto, mio padre non è caduto dal letto ma è stato picchiato violentemente. Spero che questo processo renda giustizia alle vittime indifese. Mio padre era malato di alzheimer, è morto qualche mese fa». Maria Giuliani è la figlia di Stelio, il 73enne che nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio del 2014 venne ricoverato al San Francesco in gravi condizioni a causa di lesioni, dissero i medici, inferte da colpi violenti. «Mio padre è stato operato d’urgenza e ha perso addirittura un occhio. Quando lo abbiamo portato nella struttura “Residenza familia”stava bene, dopo poche ore lo abbiamo trovato su un letto d’ospedale». Per quell’episodio – e per altre due morti sospette – sono stati rinviati a giudizio davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Nuoro, presieduta dal giudice Giorgio Cannas, il responsabile della casa di riposo, Gianluigi Masala (difeso dall’avvocato Francesco Carboni), e la direttrice Rossana Serra, che si trova agli arresti domiciliari per un altro filone d’indagine relativo ad abusi e maltrattamenti che si sarebbero verificati sempre in quella struttura. Le ipotesi di reato, formulate dal pubblico ministero Giorgio Bocciarella, vanno dall’ abbandono di incapace alle lesioni gravi, dai maltrattamenti all’esercizio abusivo della professione fino all’omicidio colposo. Ieri il presidente del collegio non ha potuto dichiarare l’apertura del dibattimento a causa della rinuncia del mandato da parte del legale di fiducia della Serra, alla quale è stato assegnato d’ufficio l’avvocato Stefano Stochino che ha chiesto e ottenuto i termini a difesa.

Oltre al caso di Stelio Giuliani, nel fascicolo ci sono altre due morti sospette. Una è quella di Anna Luigina Mele, una signora di Mamoiada che il 5 luglio del 2013 si è suicidata buttandosi giù dalla finestra – priva di inferriate– del quarto piano della casa di riposo. L’altra, sempre nel 2013, è quella di Niccolò Granara, l’anziano deceduto al San Francesco per disidratasione. «Mio padre era abituato a bere un litro e mezzo di acqua al giorno – racconta la figlia – Mi raccontava che a malapena gli davano due bicchieri al giorno». I familiari delle tre vittime si sono costituiti parte civile nel procedimento tramite l’avvocato di fiducia Nazarena Tilocca. «Tutto è partito dalla denuncia dei figli di Stelio Giuliani dopo che i medici del San Francesco hanno accertato che le lesioni all’occhio non erano state causate da una caduta accidentale – ha ricordato il legale – Ora il nostro obiettivo è far luce sulla vicenda e dare giustizia, finalmente, a queste persone». Il processo è stato rinviato all’11 ottobre. (g.z.)

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