Tutto da rifare per l’appalto del Museo delle Identità
NUORO. Spunta un nuovo ostacolo nella realizzazione del polo culturale nuorese, che attraverso musei, università e sistema bibliotecario dovrebbe risollevare le sorti della città e del territorio. A...
NUORO. Spunta un nuovo ostacolo nella realizzazione del polo culturale nuorese, che attraverso musei, università e sistema bibliotecario dovrebbe risollevare le sorti della città e del territorio. A denunciarlo, all’indomani delle novità per il Nuorese annunciate dall’assessore regionale a Pubblica Istruzione e Cultura, Claudia Firino, è il consigliere regionale dei Riformatori Luigi Crisponi, autore di una nota stampa dal titolo significativo: “De profundis per la ristrutturazione dell'ex Mulino Gallisay”, lo storico edificio che dovrebbe ospitare il Museo delle Identità (secondo la Regione) o il campus universitario (secondo la giunta comunale guidata da Andrea Soddu). «L'assessora Firino – scrive Crisponi – si è dimenticata di comunicare ai cittadini che si ritroveranno a fronteggiare gli effetti di un'altra bomba appena sganciata da Cagliari contro la nostra comunità. Con una lettera inviata proprio dal suo assessorato è stata comunicata in questi giorni la risoluzione per supposte inadempienze contrattuali del contratto d'appalto per l'affidamento dei servizi di progettazione ed esecuzione dei lavori di ristrutturazione dell'ex Mulino Gallisay destinato a diventare Museo dell'identità. Non cè che dire, un bel regalo di compleanno alla Città e all'idea museale che data proprio 26 luglio 2005, ovvero ben undici anni dalla prima deliberazione della Giunta regionale trascorsi in un incredibile gimkana fra gli uffici regionali rimpallando bandi, procedure e burocrazia pelosa con la solita giungla di adempimenti. Ora in pratica la Regione rimette tutto in discussione. Azzera tutto facendo ripartire l'odiosa macchina burocratica degli appalti e degli inevitabili contenziosi nei tribunali, facendo così gravare nuovi costi più o meno occulti alla collettività e rischiando di far perdere gli oltre 14,5 milioni destinati ai lavori da effettuarsi nello storico edificio di via Grazia Deledda».
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