La Nuova Sardegna

Nuoro

Approvato in extremis il bilancio preventivo

di Gianna Zazzara
Approvato in extremis il bilancio preventivo

Ieri il Consiglio ha dato l’ok al previsionale 2016-2018. Il Pd esce dall’aula La giunta punta sulla vendita degli immobili e sul recupero dell’evasione

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NUORO. Alla fine il Consiglio comunale ha approvato, anche se fuori tempo massimo, il bilancio preventivo del 2016-2018 con 14 voti favorevoli della maggioranza, il voto contrario di Pierluigi Saiu e l’astensione di Basilio Brodu e Giuseppe Montesu. Assente il consigliere pentastellato Tore Lai. I consiglieri del Pd, invece, Leonardo Moro, Salvatore Sulas e l’ex sindaco Alessandro Bianchi, hanno abbandonato l’aula al momento del voto perché «la giunta Soddu sta giocando coi numeri». La manovra, che vale 70 milioni di euro circa, è stata approvata dal Consiglio sotto la minaccia del commissariamento da parte della Regione. Per la stessa ragione, entro venti giorni dovrà approvare anche il consuntivo 2015.

«La redazione del bilancio non è stato un lavoro semplice – si è giustificata l’assessore al Bilancio Raffaella Denti – Il Comune deve fare i conti con un disavanzo storico di 500mila euro l’anno, e questo per i prossimi 30 anni. Un fardello pesante che abbiamo ereditato dalle amministrazioni precedenti. Come se non bastasse, c’è stato un ulteriore taglio dei trasferimenti, da parte dello Stato e della Regione, di circa 3 milioni di euro». In queste condizioni far quadrare i conti diventa un’operazione da equilibristi. Ma la giunta rivendica con orgoglio la sua decisione di non aver aumentato le imposte locali. «Anzi – ha sottolineato il consigliere di maggioranza Emilio Zola – c’è stata una riduzione importante della Tari, la tassa sui rifiuti, per famiglie e imprese». Altra decisione rivendicata con orgoglio dalla giunta è quella di «aver eliminato il “mostro” Equitalia. Ora i nuoresi possono rivolgersi all’ufficiale della riscossione». Sul fronte delle entrate il bilancio punta sul recupero dell’evasione e dell’elusione fiscale («almeno 1 milione e mezzo di euro», ha assicurato l’assessore Denti) e sulla vendita degli immobili di proprietà comunali, tra i quali il convento delle Carmelitane – che ospita i laboratori della facoltà di Scienze forestali (in vendita a 4 milioni di euro) – e il palazzo della Banca d’Italia (700mila euro). Un piano di alienazione che per l’ex vicesindaco Leonardo Moro «è identico a quello del bilancio del 2015 che ha portato pochi spiccioli nelle casse comunali». L’amministrazione è infatti riuscita a vendere solo un magazzino del valore di 50mila euro circa e sono in corso trattative per la vendita di 5 alloggi di edilizia residenziale pubblica, 90mila euro in tutto.

«Un bilancio per tirare a campare – ha sintetizzato il consigliere d’opposizione Saiu – Un atto che garantisce la sopravvivenza di questa maggioranza ma che presenta molte ombre. Alcune poste sono inverosimili: dal recupero dell’evasione sull’Ici (che dal 2012 è stata sostituita dall’Imu) si pensa di incassare quest’anno quasi 1 milione e 300mila euro. Così come non è credibile pensare di recuperare più di 1 milione e mezzo di euro dalla Tarsu non pagata negli anni passati, com’è scritto in bilancio. Questo bilancio ha troppe ombre e poche luci, ne riparleremo». Duro anche il consigliere d’opposizione Brodu: «È un documento arido, privo di una strategia e di una visione per il futuro. Così si deludono le aspettative dei cittadini».

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