Il rombo dei motori saluta l’ultima corsa di Andrea
Decine di centauri per l’addio al giovane morto in una caduta con la sua Yamaha Sulla bara il numero di Valentino Rossi. Resta grave la fidanzata Fabiana Barrui
VILLAGRANDE STRISAILI. Il rombo dei motori sale fino al cielo mentre le lacrime scendono giù implacabili. Sono i motociclisti a rendere il tributo d’onore ad Andrea Nieddu, centauro e pizzaiolo di Villagrande Strisaili, morto giovedì sera quando in sella alla sua potente Yamaha percorreva la Villagrande-Tortolì insieme alla sua ragazza. Ieri pomeriggio i funerali, tra il maestrale che sferzava le vie deserte di una comunità ancora sconvolta, e il sole che abbracciava sulla piazza antistante la parrocchiale di San Gabriele Arcangelo una folla ammutolita e commossa.
Il feretro esce portato a spalle dagli amici di sempre. Sulla bara di legno chiaro, rose fresche e fiori gialli. Una incisione: “Yamaha 46”, come la sua moto. Valentino Rossi aveva lasciato il segno anche nell'immaginario di Andrea.
Numeri. Trenta, come i suoi anni. Troppo pochi per salutare per sempre la vita e andare via così. Il gruppo dei “Fedales” era impegnato in questi giorni con lui nei preparativi della festa del Patrono: «Una festa che faremo lo stesso – sono le parole pronunciate da un’amica sull'altare, al termine delle esequie – perché siamo certi che tu avresti voluto così. Certo, senza te non sarà la stessa cosa, ma ti faremo rivivere in ogni nostro momento, nella nostra esistenza, perché sei stato e sempre sarai un “fedale” da prendere come esempio di bontà».
Per tre volte gli applausi scroscianti hanno interrotto le parole di chi ha voluto ricordare il giovane pizzaiolo di Villagrande con la passione delle due ruote: «Ciò che è accaduto ci riempie il cuore di dolore e profonda amarezza – ha proseguito la giovane amica – eppure siamo certi che anche ora, lassù, sarai in sella alla tua moto, così come lo eri nei giorni scorsi quando ci hai lasciato. Lo hai fatto sorridendo, perché era ciò che ti piaceva fare».
Tra i banchi della chiesa, già piena un’ora prima dei funerali, tanti ragazzi e ragazze, tante mamme consolate e strette ai loro bambini. E gli anziani, i vecchi di Villagrande che si asciugano gli occhi davanti a un nipote, a un figlio: «Aveva la vita davanti – sussurra qualcuno ancora incredulo – cosa si può dire?».
A mamma Clelia e papà Peppe, attivamente impegnati nella vita e nella pastorale della parrocchia, rimane il conforto grande della fede e la consolazione di un’intera comunità che si è stretta loro intorno: «Si fa fatica a comprendere e accettare quanto è accaduto – ha commentato nell'omelia un don Ernest estremamente commosso e toccato dalla vicenda, vittima egli stesso di un incidente nei giorni scorsi sulla strada statale 125, per fortuna senza gravi conseguenze – eppure la vostra serenità ha dato sollievo a tutti. Mi sono sentito consolato quando vi ho abbracciato. Siete stati voi a consolare, nonostante il peso di questa croce, nonostante il dolore che deriva dal vedere infranti tutti i sogni e i progetti che avevate per il vostro Andrea. Continuate a chiamarlo “figlio”, ad abbracciarlo e a vederlo presente nella vostra vita. Non domandiamo più “perché” è successo questo, ma ringraziamo il Signore di averci dato Andrea, di averlo conosciuto e amato».
Ricordo. Amore. Sorriso. Gioia. Fratello. Parole che tutti i villagrandesi hanno espresso volgendo il pensiero ad Andrea Nieddu. La commozione sale altissima quando la madre Clelia, stretta tra le braccia del marito Peppe sale sull'altare e con la dignità e la compostezza che derivano dall'amore profondo per un figlio rispondono a tutti: «Vogliamo dire solo grazie, grazie a tutti per esserci stati vicini».
Nel cuore di tutti ora resta Fabiana Barrui, la ventitreenne fidanzata del centauro ogliastrino, che versa ancora in gravissime condizioni, al San Francesco di Nuoro: «Andrea, dai a Fabiana la forza di lottare e di vincere la gara più difficile». Una preghiera che sale al cielo, nella sera dove anche le moto hanno un cuore che romba forte.
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