Concerto di Giordano e Puggioni nel parco dell’hospice
NUORO. L’ospedale è percepito per lo più come luogo di tristezza e sofferenza. E l’hospice in modo particolare. Ma esiste un diritto, sancito anche dalla legge, che è quello “a non soffrire”, che si...
NUORO. L’ospedale è percepito per lo più come luogo di tristezza e sofferenza. E l’hospice in modo particolare. Ma esiste un diritto, sancito anche dalla legge, che è quello “a non soffrire”, che si può garantire non solo attraverso le cure palliative in senso stretto, quelle che alleviano il dolore fisico, ma anche attraverso la cura dello spirito. Sono queste le motivazioni alla base dell’iniziativa voluta dal chitarrista e pianista Battista Giordano e il soprano Paola Puggioni che hanno organizzato una serata musicale nel parco dell’ospedale “Zonchello”. Proposta sposata dall’Asl che, con il patrocinio della Sicp (Società cure palliative), ha organizzato il concerto (gratuito e aperto a tutti) che giovedì dalle 21, vedrà esibirsi i due apprezzati artisti nuoresi nel giardino dell’Hospice. «Siamo contenti di accogliere questa iniziativa - dice il commissario straordinario della Asl, Mario Palermo -, per l’alto livello della manifestazione, per il luogo in cui si svolgerà e, soprattutto, per le motivazioni: portare avanti il progetto di umanizzare l’ospedale che ci vede tutti impegnati». Per il direttore sanitario Maria Carmela Dessì, attraverso idee come questa si aiutano i pazienti «ad affrontare la sofferenza in modo migliore. Non è il solo fisico a dover essere curato, ma anche lo spirito». «La musica non cambia le cose – afferma Giordano – ma può rappresentare un momento di riflessione». «Ci ho messo poco a capire che sarebbe stata una grande emozione – aggiunge il direttore dell’Hospice, Salvatore Salis –. Il paziente è prima di tutto una persona: dobbiamo occuparci della sua salute, ma anche della sua anima e della sua famiglia, che in certe situazioni viene sconvolta». Salis vede il concerto come «una pausa di riflessione per riprendere energia. Per i malati, i familiari e gli operatori sanitari, tutti impegnati in percorsi difficili». L’ingresso al parco sarà possibile solo attraverso l’entrata principale dell’ospedale, in piazza Sardegna.
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