Furto d’acqua a Siniscola, condannata mamma di 5 figli
Una donna, dopo lo slaccio di Abbanoa per morosità, aveva tolto i sigilli al contatore
NUORO. È stata condannata dal gup del tribunale di Nuoro a due mesi e dieci giorni di reclusione per allaccio abusivo e furto d’acqua aggravato. Una storia che risale a due anni fa quando una donna, G.C. poco più che cinquantenne, di Siniscola e madre di cinque figli, abbandonata dal marito nove anni prima, si era vista arrivare a casa una bolletta di Abbanoa di 7mila euro. Aveva chiesto al gestore unico di poter dilazionare i pagamenti, viste le difficoltà economiche che stava affrontando, ma già il primo acconto era stato di 1500 euro.
Per un po’ di tempo, grazie ai lavori saltuari che riusciva a svolgere, l’imputata aveva affrontato le spese, ma alla fine aveva dovuto “accettare” lo slaccio da parte del gestore che aveva anche presentato querela nei suoi confronti.
A nulla erano valse le sollecitazioni da parte dell’amministrazione comunale affinchè Abbanoa ripristinasse l’erogazione dell’acqua nell’abitazione della donna che, alla fine, aveva deciso di allacciarsi abusivamente, togliendo i sigilli al vecchio contatore, ancora intestato al marito, e posizionandone uno nuovo che ne registrasse i consumi. Scoperta è stata denunciata.
Ieri, davanti al gup si è svolto il processo. Il suo difensore, l’avvocato, Antonio Canalis, nel corso della discussione, nel richiederne l’assoluzione ha puntato sul riconoscimento dello stato di necessità da parte della donna sostenendo anche il grave pericolo per la salute corso sia da lei che e dai suoi cinque figli rimasti per lungo tempo senza acqua.
Anche il pubblico ministero ne ha chiesto l’assoluzione sollecitando l’applicazione della causa di giustificazione prevista dall’articolo 54 del codice penale. Ma il giudice, riconoscendo le attenuanti generiche prevalenti sull’aggravante ha però deciso di condannare la donna.
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