Pulizia cunette e strade: chiudono i cantieri verdi
Siniscola, quaranta operai della ex Legler sono stati impegnati nel progetto Il sindaco Farris: «Abbiamo chiesto alla Regione di riconfermare il percorso»
SINISCOLA. Hanno finito il contratto trimestrale il 13 luglio scorso, i circa 40 operai ex Legler che erano stati impiegati nei cantieri verdi sul territorio di Siniscola. I progetti di intervento su richiesta del comune siniscolese già all'epoca della precedente amministrazione, erano stati curati dall'Ente Foreste che, in collaborazione con l'ente locale, aveva individuato le aree che maggiormente richiedevano l'impiego degli ex operai del settore tessile. I lavori svolti hanno interessato la pulizia e la messa in sicurezza per mitigare il rischio incendi nel sottobosco delle pinete di Bérchida, Sa Petra Ruja, Mandras e Santa Lucia.
Nello specifico a sa Petra Ruja gli operai hanno posizionato le staccionate in legno per delimitare gli spazi fin dove è consentito l'accesso alle auto. All'ingresso di Santa Lucia è stata eseguita un'opera di piantumazione di 1000 esemplari di pino, che vanno ad incrementare il tratto di pineta che da accesso al piccolo borgo. Negli accordi iniziali con la Regione, l'intento era quello di riuscire ad impiegare gli ex Legler almeno sino al limite che consentisse loro, una volta finiti i progetti, di poter ricevere il beneficio del sussidio di disoccupazione. L'avvio dei cantieri verdi è stato possibile grazie alla classificazione del territorio di Siniscola come "area deindustrializzata", che ha dato la possibilità di usufruire di uno strumento in più oltre a quelli della Flexicurity e Welfare to work. Gli ex tessili sperano ora in una successiva possibilità di impiego.
Il sindaco Gianluigi Farris dice: «Abbiamo già inoltrato in Regione la richiesta per il rinnovo dei cantieri verdi, chiedendo la riconferma di tutti questi operai che hanno svolto un ottimo lavoro». «Abbiamo svolto un buon lavoro di bonifica, pulizia e messa in sicurezza di parti del litorale, ma resta comunque ancora tanto da fare», spiegano alcuni lavoratori.
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