Emergenza idrica il sindaco Farris replica ad Abbanoa
SINISCOLA. Di rimando al mittente, il sindaco Gianluigi Farris, risponde a muso duro all’amministratore di Abbanoa Alessandro Ramazzotti, il quale aveva fatto pervenire, in data 14 luglio, una...
SINISCOLA. Di rimando al mittente, il sindaco Gianluigi Farris, risponde a muso duro all’amministratore di Abbanoa Alessandro Ramazzotti, il quale aveva fatto pervenire, in data 14 luglio, una missiva all'ente baroniese nella quale si invitava il primo cittadino ad emettere ordinanze di sensibilizzazione ad un uso limitato, volto al risparmio, dell'acqua potabile. Invito presumibilmente rivolto a tutti i comuni, sottolineando inoltre che il fabbisogno isolano deriva da una potabilizzazione dell’85% delle risorse naturali. Nel tracciare un quadro sommario delle criticità dovute ai periodi di siccità in cui versa la Sardegna, Ramazzotti ha sottolineato in alcuni passaggi, la raggiunta stabilità finanziaria di Abbanoa per l’anno 2015 con un incremento percentuale degli interventi di manutenzione ordinari e straordinari. Ma per il sindaco Farris tale invito risulta, oltre che «una beffa – si legge nella riposta del primo cittadino – una presa in giro visto la grave situazione sanitaria che spesso si viene a creare per via dell’acqua fuori norma che sgorga dai rubinetti di casa».
Farris non lesina attacchi all’amministratore Ramazzotti: «Approfitti – dice il primo cittadino – della stabilità finanziaria della sua società, se effettivamente è così come scrive, e utilizzi le risorse a disposizione per manutenere e rendere operativi gli impianti di potabilizzazione e depurazione».
Il sindaco di Siniscola, che attende ancora risposte in merito ai numerosi disservizi più volte segnalati, aggiunge che «per quanto riguarda il suo consiglio sulle ordinanze, sa benissimo che lo scrivente è putroppo impegnato ad mettere quelle contingibili ed urgenti a causa della pericolosità dell’acqua non potabile che la sua società somministra ai siniscolesi». In chiusura il sindaco chiede, in merito alle numerose ordinanze di non potabilità, che «l’ente gestore individui le cause dei fuori norma, le elimini ed effettui le dovute verifiche da documentare con adeguata relazione».
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