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macomer, il caso cimitero

La minoranza: «Irregolari gli sfratti da loculi e tombe»

MACOMER. I gruppi di minoranza continuano a sollecitare la sospensione del provvedimento di estumulazione ordinaria delle tombe del cimitero di Macomer la cui concessione è scaduta e non è stata...

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MACOMER. I gruppi di minoranza continuano a sollecitare la sospensione del provvedimento di estumulazione ordinaria delle tombe del cimitero di Macomer la cui concessione è scaduta e non è stata ancora rinnovata. Sono circa 700 i loculi censiti dagli uffici comunali per i quali è scaduta la concessione. Il Comune ha prorogato al 15 luglio la data di scadenza per rinnovarla. Sono oltre 200 i parenti di persone tumulate nei tombini che hanno pagato il canone stabilito dal Comune e hanno rinnovato la concessione. Per tutte le altre sepolture, per le quali non si è fatto avanti nessuno, si procederà con le estumulazioni.

Per i gruppi di minoranza del Consiglio comunale tutto questo non è regolare in quanto viola il regolamento di polizia mortuaria del Comune approvato nel 2014. «Il quale prevede testualmente – hanno scritto in una lettera inviata al sindaco e al segretario comunale – che “i servizi cimiteriali provvedono, almeno sei mesi prima dell’inizio delle operazioni, nei quali ricada la ricorrenza dei defunti, a dare informazioni in merito affiggendo specifici avvisi nell’albo cimiteriale e collocando appositi cartelli in prossimità dei campi da esumare o dei gruppi di tombe, loculi, ossarini, da estumulare”. Al contrario, l’avviso alla cittadinanza a firma del segretario comunale assegna un termine di soli 60 giorni, successivamente prorogato fino 15 luglio in palese difformità della norma regolamentare sopra riportata». I consiglieri di opposizione hanno chiesto di portare l’argomento all’attenzione e al dibattito del Consiglio comunale con lo scopo di procedere a «un approfondito esame sulla tipologia delle centinaia di concessioni che l’amministrazione comunale intende assoggettare a estumulazione, partendo dall’assunto (tutto da verificare) che si tratti di concessioni scadute e quindi eventualmente rinnovabili a titolo oneroso».

La documentazione relativa alle concessioni scadute, gran parte delle quali sono state rilasciate tra gli anni Trenta e agli anni Sessanta, non sarebbe più reperibile presso l’archivio comunale. «Appare del tutto illogico – scrivono i consiglieri – che le stesse vengano aprioristicamente considerate concessioni a termine e pertanto scadute e da rinnovare». Secondo i consiglieri di minoranza si tratterebbe di concessioni perpetue ancora valide che non andrebbero rinnovate. (t.g.t.)

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