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Nuoro

Colpo in gioielleria organizzato in fretta per recuperare il “buco” di un sequestro

In mezzo a tanto fervore criminale, l’11 giugno del 2014, ci scappa pure l’unica rapina contestata ad alcuni degli indagati dell’operazione “Sard-lento”. E non è una rapina come tutte le altre, ma è...

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In mezzo a tanto fervore criminale, l’11 giugno del 2014, ci scappa pure l’unica rapina contestata ad alcuni degli indagati dell’operazione “Sard-lento”. E non è una rapina come tutte le altre, ma è nata, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, per colmare il buco nel bilancio del gruppetto che si era aperto dopo che i carabinieri avevano fermato al porto di Arbatax un loro camion con 50 chili di droga che arrivavano dal Salento. «Dovevano rifarsi di quella perdita – ha spiegato ieri il comandante della compagnia di Lanusei, Claudio Paparella – per questo si sono organizzati per fare la rapina». La vittima prescelta era stata la gioielleria Deiana di Tortolì. In quel caso, stando a quanto ricostruito dalle indagini, gli indagati coinvolti erano stati Marco Mura e la compagnia Celine Mulas, che avevano eseguito un paio di sopralluoghi nella zona prescelta per la rapina. Una parte della refurtiva di quel colpo era stata poi recuperata dai carabinieri all’interno di alcuni negozi Compraoro e nella casa della coppia, a Barisardo. Un complice dei due, quel giorno, secondo l’accusa era stato Andrea Loddo, macellaio di Tortolì. Nel corso di quella porzione di indagine, era stato trovato e sequestrato il casco utilizzato da Mura durante la rapina. (v.g.)

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