Il Consiglio si mobilita per salvare 36 lavoratori
Macomer, scoppia il problema dei dipendenti Tossilo dopo la sentenza del Tar Il sindaco rivendica il ciclo integrato dei rifiuti, alternativo all’incenerimento
MACOMER. Con lo stop del Tar ai lavori di realizzazione del nuovo inceneritore di Tossilo si aprono scenari preoccupanti per i 36 lavoratori dell’azienda che gestisce l’impianto. Il contratto di solidarietà, che ha evitato di mettere per strada 15 esuberi, avrà termine a fine anno e allo stato delle cose sarebbe anche incerto l’accesso alla cassa integrazione, che comunque sarebbe a termine. È con questa preoccupazione che il sindaco, Antonio Succu, ha invitato le forze del consiglio comunale a fare fronte comune nella battaglia per salvare i posti di lavoro alla Tossilo e nel rivendicare alla Regione il ciclo integrato dei rifiuti, attraverso il quale si arriverà a superare il sistema dell’incenerimento. L’assurdo è che, come ha rilevato Giuseppe Pirisi, mentre i lavoratori in esubero devono lavorare di meno, la Tossilo conferisce a ditte esterne il trasporto dei rifiuti in discarica che potrebbe fare in proprio.
Il secondo punto all’ordine del Consiglio comunale che si è riunito venerdì sera prevedeva l’analisi dei dati di mortalità per tumore della Asl, l’annullamento del revamping causato dalla sentenza del Tar e la situazione occupazionale alla Tossilo, ma è soprattutto su quest’ultimo punto che si è soffermato il dibattito dell’assemblea. Il capogruppo della maggioranza, Gian Franco Congiu, il quale ha iniziato il suo intervento spiegando che per la prima volta l’amministrazione comunale di Macomer ha chiesto dati certi e certificati sullo stato di salute della popolazione, ha poi posto l’esigenza di investire sulle piattaforme di riciclo a Tossilo con l’incenerimento, o qualsiasi altra forma di trattamento in sicurezza, quale ultimo anello per chiudere il ciclo e smaltire il residuo non riciclabile. Ha infine ricordato che Tossilo, dopo aver pagato per 20 anni un prezzo altissimo, non può essere cancellato dallo scacchiere regionale. Il consigliere di minoranza ed ex sindaco Riccardo Uda ha spiegato che la sentenza del Tar cancella di fatto anche i posti di lavoro della Tossilo perché si basa sul mancato rispetto del piano dei rifiuti, che è legge, e sul fatto che il revamping non è altro che la realizzazione di un nuovo inceneritore non previsto dal piano. Giuseppe Ledda ha parlato di «esperienza Tossilo fallita» alla quale è necessario trovare subito un’alternativa per salvare il lavoro di 36 dipendenti. Federico Castori ha detto che Macomer si è fatta carico per 20 anni di un inceneritore, che non è certo una presenza salubre soprattutto nelle fasi in cui ha bruciato male, ora deve pretendere un risarcimento in termini di bonifiche, di piattaforme e di lavoro, ma subito prima che siano altri a cogliere l’opportunità. Giuseppe Pirisi ha sottolineato che gli operai rischiano di pagare scelte aziendali sbagliate fatte da altri. (t.g.t.)
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