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Dall’altare al palco delle gare poetiche

di Tore Cossu
Dall’altare al palco delle gare poetiche

SILANUS. Dall’altare al palco delle gare poetiche. Don Giovanni Chirra, parroco di Silanus, si ripete e il 9 agosto salirà sul palco in piazza Carraghentu per esibirsi come poeta improvvisatore nell’a...

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SILANUS. Dall’altare al palco delle gare poetiche. Don Giovanni Chirra, parroco di Silanus, si ripete e il 9 agosto salirà sul palco in piazza Carraghentu per esibirsi come poeta improvvisatore nell’antica arte di comporre a braccio e cantare versi creati sul momento per sviluppare un tema complesso. Sarà lui ad aprire la gara poetica di San Lorenzo Martire, un appuntamento fisso e irrinunciabile che ogni anno richiama e suscita l’interesse di numerosi appassionati provenienti da tutte le parti della Sardegna. Don Chirra, classe 1932, che da una decina di anni è parroco di Silanus, si esibirà poco dopo le ore 21 cimentandosi in una delle forme più complesse e difficili della poesia estemporanea. Canterà infatti “sa moda”, un componimento lungo e articolato attraverso il quale racconterà la vita e le opere del Santo rievocandone il martirio subito (terribile quello toccato a San Lorenzo, il quale fu arso vivo sulle braci ardenti).

Il sacerdote poeta è originario di Tresnuraghes, la patria del famoso cantadore Pitanu Morette, uno dei creatori dei cosiddetti componimenti lunghi (elegia) che venivano cantati a fine gara dopo l’esordio, i temi, le duinas e batorinas. Moretti è considerato il padre di “sa moda” che tradizionalmente concludeva la gara. Quest’anno a Silanus ci sarà una’inversione della scaletta e si inizierà proprio dalla “sa moda”. Poi la gara continuerà secondo lo schema tradizionale della contrapposizione dei partecipanti sui temi proposti dal comitato.

Al termine della performance poetica di don Chirra saliranno sul palco i poeti improvvisatori Totore Cappai di Silanus, Bruno Agus di Gairo e Nicola Farina di Orgosolo, i quali saranno accompagnati da Su tenore silanesu, che daranno vita alla sfida in endecasillabi e “ottadas” nella piazza che per oltre sessanta anni ha visto le esibizioni dei grandi poeti locali Mario Masala e Francesco Mura e degli altri grandi improvvisatori sardi (Raimondo Piras, Peppe Sotgiu, Giovanni Seu, Barore Tucconi, Piredda, Ninniri, Sassu, Farina, Sale, Zizi, Pazzola, Carta, tanto per citarne alcuni).

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