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Nuoro

Il patto Renzi-Pigliaru resuscita l’inceneritore

Macomer, la partita chiusa dal Tar è stata inserita in una scheda di dettaglio Grande disappunto dei comitati che avevano avviato e vinto la battaglia

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MACOMER. Il “Patto per lo sviluppo della Sardegna” firmato il 29 luglio dal presidente della Regione Francesco Pigliaru e dal capo del Governo Matteo Renzi rimette in gioco l’inceneritore di Tossilo e il progetto di revamping bocciato dal Tar. Quella che sembrava una partita chiusa viene ora riaperta dall’accordo tra Regione e Governo che fa rientrare da una porta principale l’impianto gettato dalla finestra dalla sentenza del Tribunale amministrativo di Cagliari. Enorme il disappunto dei comitati “Non bruciamoci il fururo” e “Zero waste Sardegna” che in una nota stampa parlano di «polpetta avvelenata» che si sta cercando di somministrare ai vincitori del ricorso al Tar. Il revamping dell’impianto è inserito in una delle 53 schede di dettaglio del Patto alla voce “Sviluppo economico e produttivo” e compare tra gli interventi strategici con un finanziamento di oltre 38 milioni di euro. «L’operazione non solo è sconcertante perché interviene dopo una sentenza del Tar che ha annullato tutti gli atti autorizzativi ed endoprocedimentali per la realizzazione del revamping di Tossilo – scrivono i comitati che si battono contro l’inceneritore –, ma è scorretta e molto discutibile anche sul piano economico-finanziario. L’intervento si configura infatti come un doppio finanziamento in quanto il revamping era già stato completamente finanziato con fondi regionali, fra l’altro considerati fuori scala dai giudici amministrativi». I comitati sottolineano che la somma che si intende destinare all’intervento è di circa il 30 per cento superiore al valore massimo stimato dalla Regione per gli interventi di revamping come quello previsto a Macomer e parlano di «scelta che, nella sua incomprensibilità, dimostra l’incapacità della politica regionale a programmare in maniera corretta i propri investimenti per uno sviluppo coerente con le esigenze dei singoli territori». Un altro motivo di disappunto è che la scheda di dettaglio del Patto è stata resa pubblica solo dopo la firma dell’accordo. Per i comitati la scelta «appare ancora più incomprensibile e inaccettabile poiché riguarda un settore come quello della gestione dei rifiuti solidi urbani rispetto al quale la Regione Sardegna appare colpevolmente inadempiente» in quanto il piano dei rifiuti, scaduto nel 2014, non è stato aggiornato e per questo è in atto una procedura di infrazione dell’Ue. «Sollecitiamo il presidente della Giunta Pigliaru e i consiglieri regionali – conclude il comunicato – affinché questo finanziamento venga stralciato dal Patto e le risorse vengano destinate a interventi e progetti alternativi all’incenerimento, per uno sviluppo sostenibile e duraturo anche nel settore della gestione dei rifiuti». Chiedono quindi infine si avvii il sistema circolare di riciclo e recupero che consentirà anche di mantenere, se non ampliare, i posti di lavoro dell’impianto. (t.g.t.)

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