La Nuova Sardegna

Nuoro

ottana

Minoranza: «Scarsi risultati? Il sindaco deve dimettersi»

Minoranza: «Scarsi risultati? Il sindaco deve dimettersi»

OTTANA. «Se è vero, come ha dichiarato il sindaco in consiglio comunale, che non esistono le condizioni per poter amministrare il Comune, sarebbe bene che lo stesso si dimettesse non solo per dare un...

2 MINUTI DI LETTURA





OTTANA. «Se è vero, come ha dichiarato il sindaco in consiglio comunale, che non esistono le condizioni per poter amministrare il Comune, sarebbe bene che lo stesso si dimettesse non solo per dare un segnale forte al governo e alla Regione, ma anche per attenuare la delusione di chi ha dato fiducia alla sua lista». Il capo gruppo dell’opposizione nel consiglio comunale di Ottana, Edoardo Barca, non ci sta ad essere accusato dal sindaco, Franco Saba, di avere chiesto le sue dimissioni solo «per appagare la sconfitta elettorale subita lo scorso anno» e passa al contrattacco. «È vero, invece, il contrario – sottolinea il capo della minoranza – Gli scarsi risultati ottenuti in un anno da questa amministrazione appagano abbondantemente la delusione dei perdenti e credo deludano anche chi ha votato per la lista vincente. In tutti i casi – ribadisce Barca – un’amministrazione comunale che, a detta del sindaco, non ha i mezzi e gli strumenti per amministrare, dovrebbe rimettere in mandato nelle mani del prefetto». La polemica è scattata nei giorni scorsi con un botta e risposta al vetriolo tra l’opposizione e il sindaco sull’aumento della Tari e sul disagio che vivono le famiglie di Ottana a causa della crisi industriale. Alle accuse di “inerzia”, il sindaco ha replicato accusando la minoranza di avere disertato il consiglio comunale in occasione della protesta contro l’aumento dell’aliquota Tari da parte della Provincia e di non avere alcun strumento risolutivo sulla crisi dell’industria per la cui soluzione servono, invece, piani di rilancio e di programmazione che il Comune non può fare. Secca la replica di Edoardo Barca. «Fa sorridere – contrattacca – che dopo circa otto anni di crisi si parli di programmazione e di piani di rilancio. Viene da chiedersi se il contenuto di questi piani sia l’ordinanza di pulizia immediata delle aree dismesse alle imprese proprietarie per attirare così nuovi imprenditori. La verità – conclude Barca – è che, allo stato attuale, portare nuovi imprenditori in un sito in totale abbandono è veramente un miraggio». (f.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’industria delle vacanze

Cala Finanza, la “Tavolara bay” rinuncia a una parte del progetto turistico

Le nostre iniziative