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Nuoro

Maretta nella maggioranza Atene sarda prende le distanze

Maretta nella maggioranza Atene sarda prende le distanze

Graziano Siotto spiega le ragioni della sua assenza al consiglio comunale sul bilancio «Il parlamentino dei nuoresi non può essere tramutato in un semplice organo ratificatore»

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NUORO. Maretta politica in maggioranza. La coalizione che sostiene l’amministrazione Soddu, infatti, comincia ad scricchiolare. «Lo avevo anticipato in consiglio nel 2015, l’ho ribadito con la mia duplice assenza tra i banchi consiliari nelle sedute di approvazione dei bilanci previsionale 2016-2018 e consuntivo 2015 – sottolinea Graziano Siotto (Atene sarda) –. Pur comprendendo le tante motivazioni, non mi presento più a metà anno, fuori da qualsiasi termine di legge, ma soprattutto di buona amministrazione, ad approvare alcunché». I conti del Comune, insomma, non tornano.

«La mia assenza è motivata da un diritto che nessuno può disconoscere ed è ben ribadito, per chi studia, all’art. 7 del Regolamento del nostro organo comunale: “Sono esenti da responsabilità, sia amministrativo contabile che civile e penale, i consiglieri comunali che, per legittimi motivi, non abbiano preso parte alle deliberazioni”. Significa che non mi assumo la responsabilità di ratificare al buio atti così basilari. E parlo di e per me». Siotto, dunque, prende le distanze dalla sua stessa coalizione.

«La dinamica che si è creata e radicata da diversi anni, e che è continuata in un anno di amministrazione pubblica, è che il consiglio comunale, l’organo sovrano dell’Ente, è stato tramutato in organo ratificatore. Prova ne sono il numero di sedute del nostro organo, appena 18 nel 2015 per un totale di 46 atti (tra questi vanno conteggiati anche i numerosi debiti fuori bilancio, quindi non atti solo ed esclusivamente a beneficio diretto della collettività), contro le ben 54 sedute di giunta ed i relativi 267 atti. Son numeri che non si possono ignorare. Il consiglio comunale dovrebbe essere l’organo sovrano – prosegue il giovane leader di Atene sarda –. Ritroviamo invece diritti, e di contro doveri per altri, gravemente ignorati. Ai consiglieri comunali non possono essere negati atti richiesti esattamente un anno fa e mai pervenuti, non si possono raccontare menzogne, per bocca assessoriale, per tentare di allontanarli dal loro dovere di informazione ed indagine».

«Ma il primo responsabile di tutto questo è lo stesso consiglio comunale. Un organo con pieni diritti/doveri che, ad oggi, ha preferito galleggiare ed attendere un cambio di rotta senza difendere degnamente il proprio ruolo ma, spesso, attaccando internamente proprio quei consiglieri rei di portare avanti iniziative consiliari. “Bastava parlare con l’assessore” è la frase che è stata spesso scandita tra i banchi. Una frase che ben sintetizza il venir meno al proprio ruolo di membri di un organo sovrano e l'accettazione di un ruolo passivo e ratificatore. Il consiglio riprenda a parlare di Politica. Di Riforma degli Enti Locali, di lavoro, di emergenza abitativa, di trasparenza e partecipazione, temi che sono stati lanciati in campagna elettorale e che ci hanno fatto percepire come diversi e inclusivi».

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