Rinvio per il “baratto amministrativo”
Bolotana, il consiglio comunale ha deciso di approfondire il problema con tecnici del settore
BOLOTANA. Il baratto amministrativo, a Bolotana, non s'ha da fare. Almeno per ora. Questa la decisione presa dal consiglio comunale, che ha rinviato la discussione sull'approvazione del regolamento di questo istituto, previsto dalla cosiddetta legge Sblocca Italia, a un'altra occasione. La questione, però, non è stata accantonata. Il consiglio comunale ha ribadito, infatti, all'unanimità, la volontà politica di adottare questo provvedimento una volta approfondito il problema con tecnici ed esperti del settore. Per farlo verrà costituito un gruppo di lavoro che avrà il compito di preparare una bozza di regolamento da presentare poi all'approvazione del consiglio comunale. Di baratto amministrativo – quel provvedimento, cioè, che consente di soddisfare il pagamento dei tributi dovuti al comune attraverso l'esecuzione di prestazioni di lavoro equivalenti in favore della comunità – si era parlato per la prima volta sui banchi del consiglio comunale nella seduta del 22 ottobre dello scorso anno. La proposta, però, presentata allora dal consigliere della minoranza, Mario Bussa, non ebbe seguito. A rispolverarla, a fine luglio del 2016, è stato il gruppo di opposizione Zente noa che ha chiesto che l'argomento venisse posto all'attenzione dell'ultima seduta del consiglio comunale, presentando anche una bozza di regolamento attuativo. L'iniziativa del gruppo della minoranza di ispirazione sardista ha dato seguito a una discussione sull'argomento che ha coinvolto tutti i gruppi presenti in consiglio comunale. Alla fine è stata presa la decisione di rinviare l'adozione del provvedimento a data da destinarsi. Nel frattempo, però, la questione verrà approfondita. A convincere il consiglio comunale ad adottare questa decisione è stata una sentenza della Corte dei conti dell'Emilia Romagna che ha rilevato nel baratto amministrativo una serie di incongruenze che ne mettono in dubbio l'applicabilità, in particolare nella parte che riguarda la contabilità delle casse comunali in rapporto al pagamento dei tributi con forme sussidiarie di lavoro. Meglio, dunque, attendere lumi prima di approvare qualsiasi regolamento che rischierebbe di essere affossato.
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