Circondato da una muta di cani nel cuore della notte a Biscollai
Brutta avventura per un medico dell’ospedale San Francesco. Segnalata anche una strage di pecore L’emergenza randagismo diventa un caso politico. Gusai (PdS) sollecita l’intervento del Comune
NUORO. Un medico dell’ospedale San Francesco costretto a fare i conti con una muta di cani in via Don Bosco. L’ennesima strage di pecore in un ovile nelle campagne alla periferia di Preda Istrada, tra Nuoro e Lollove. Sono soltanto gli ultimi episodi che certificano l’emergenza cani randagi, un problema particolarmente sentito in diverse parti della città, come pure nell’agro circostante. Un caso che ora diventa anche politico, con una interrogazione presentata al sindaco dal consigliere comunale di minoranza Gian Pietro Gusai (Partito dei sardi). Da una parte i pastori che lamentano i danni subiti; dall’altra i cittadini che si trovano ad affrontare situazioni critiche. Come è capitato qualche giorno a un chirurgo vascolare del San Francesco: chiamato per una emergenza nel cuore della notte (intorno alle 3), è stato inseguito e circondato lungo la via Don Bosco da una muta di venti cani randagi. Lo specialista si è dovuto difendere con mezzi di fortuna, un bastone e qualche sasso trovato nella strada che collega Badu ’e Carros a Biscollai e all’ospedale. Il medico ha dovuto poi chiedere aiuto ai suoi colleghi di turno, tra questi proprio il consigliere comunale Gusai, anche lui chirurgo al San Francesco. Fortunatamente non è stato necessario alcun intervento, i randagi si sono infatti dispersi grazie alla reazione immediata del medico (che ha segnalato i fatti anche alla polizia municipale, pensando soprattutto a un eventuale incontro con la muta dei cani di bambini o anziani). Gusai porta così il problema all’attenzione dell’assise comunale attraverso una serie di quesiti specifici e dettagliati posti al sindaco e al presidente del consiglio. Al centro dell’attenzione sono, in particolar modo, «i provvedimenti che il Comune intende adottare per arginare il randagismo e la regolamentazione della presenza di popolazione canina in città». Dalle associazioni animaliste al servizio di accalappiacani e al numero dei cani randagi catturati e sterilizzati in questi ultimi tempi; dalle adozioni alle iscrizioni all’anagrafe canina; dalle sanzioni applicate allo stato dei controlli effettuati nella struttura convenzionata che attualmente ospita i cani: sono alcuni dei punti posti in evidenza da Gian Pietro Gusai. Che non si limita semplicemente a “interrogare” l’amministrazione comunale, ma suggerisce, in applicazione della legge regionale 412 del 2012, «di creare aree apposite nelle strutture ospedaliere, il San Francesco e lo Zonchello – sottolinea – adatte a ospitare una passeggiata del proprio padrone o padroncino in compagnia del suo amato animale di compagnia. Rimarcare i benefici effetti espressi e riportati in molteplici lavori scientifici mi sembra superfluo. È noto a tutti il beneficio in termini di saluti e qualità della vita che la vicinanza del proprio animale d’affezione possa portare ai nostri bambini, anziani o diversamente abili».
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