La Nuova Sardegna

Nuoro

Identidades raddoppia e punta all’Unesco

di Giovanni Melis
Identidades raddoppia e punta all’Unesco

Fonni, successo della manifestazione che ha visto il confronto tra carnevale sardo e internazionale

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FONNI. «Il carnevale non è una semplice rappresentazione pagana, un rituale codificato, un mero aspetto culturale. È uno stato vitale delle comunità, una parte importantissima della cultura materiale. Anche in Sardegna è giunto il momento di ottenere un riconoscimento unitario a livello internazionale delle ritualità, affinchè l’Unesco interessi del carnevale della nostra isola». Marco Atzori, docente dell’università di Sassari è stato chiarissimo. Il ricercatore turritano ha insistito molto sull’argomento, toccato anche dagli esperti provenienti dal centro america e della Grecia. Pierre Guy Stephanopulos, consulente Unesco, ha analizzato gli aspetti collegati tra maschere e pastoralismo evidenziando come serva una definita e codificata raccolta storiografica ed antropologica di tutti i riti di Sardegna. Il tutto con la benedizione del mondo accademico. Un lavoro che prevede due fasi: totale discovery della tradizione locale e contestualizzazione del carnevale sardo nel mondo. «Il carnevale di Fonni – conferma l’esperto di tradizioni locali Andrea Nonne – ha peculiarità uniche nel suo genere, dalla maschera a Su Ceomo. Al grande lavoro fatto sinora, deve seguirne un altro più approfondito per rendere fruibile, su scala mondiale, questi risultati. Ma non si può prescindere da un contesto globale per un progetto di questo tipo. La Sardegna non è solo mare; è soprattutto storia e tradizione che meritano un palcoscenico unitario e privilegiato».

L’obiettivo quindi è chiaro: attraverso Fecc ed Unesco i carnevali di Sardegna devono essere un unico brand. Nel frattempo l’associazione Urthos e Buttudos prosegue la propria attività. Ieri il gruppo ha sfilato al carnevale estivo di Muravera e prepara altre uscite. Si consolidano i rapporti con il gruppo Brathallos, il sodalizio che si occupa di folk e ballo sardo, con il quale gli Urthos hanno condiviso il successo delle due giornate di Identidades. «Non ci sono abbastanza parole – conclude il presidente Balloi – per ringraziarli per il bel lavoro fatto in questi giorni; non c’è stato solo il week end in cui si è lavorato fianco a fianco, ma anche la preparazione e tutto il resto. Così come ci tengo a ringraziare singolarmente tutti gli sponsor. Purtroppo per un guasto tecnico non siamo riusciti a renderli ostensibili il giorno del convegno. Li cito collettivamente e impersonalmente, così come tutta la comunità fonnese e tutti i pastori. Senza il loro aiuto, l’evento non si sarebbe tenuto. In assenza di soldi pubblici, il loro sacrificio economico ha fatto passare alla comunità e alle migliaia di ospiti un grande fine settimana di cultura e divertimento».

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