Schianto contro l’albero, muore a 20 anni
La vittima è un giovane di Torpè: stava tornando a casa da Capo Comino dopo una serata di lavoro al Moletto
Stava rientrando a casa dopo una serata di lavoro al Moletto, il bar ristorante che si affaccia sul mare di Capo Comino, nel litorale di Siniscola. Era quasi l’una di notte, quando Fabio Doddo, ventenne di Torpè, si è messo alla guida della sulla sua Opel Corsa e ha imboccato la strada che porta verso la statale 125, l’Orientale sarda, per poi proseguire nel lungo rettilineo che conduce alla borgata di S’ena e sa chita. Qui, nel curvone davanti alla villaggio, poco prima del Comino Rosso, l’auto è impazzita all’improvviso, ha perso aderenza ed è uscita di strada schiantandosi contro una grossa sughera che ne ha devastato l’abitacolo.
Fabio Doddo non ha avuto il tempo di abbozzare nessuna reazione, fatale probabilmente un colpo di sonno dopo una giornata passata a servire i clienti del locale dove faceva il cameriere.
La sua Opel Corsa ha preso in pieno l’albero sulla parte sinistra e si è accartocciata, il ragazzo è stato sbalzato fuori dall’abitacolo. È stato un automobilista di passaggio ad accorgersi dell’incidente e a dare immediatamente l’allarme. Da Siniscola e dalla Caletta sono subito partite le ambulanze così come i vigili del fuoco della zona industriale e una pattuglia della polizia stradale di Siniscola.
I primi soccorritori hanno cercato di rianimare lo sventurato così come ci hanno provato poi ripetutamente i medici del 118, invano purtroppo. Il terribile urto è stato devastante per il giovane autista che ha cessato di vivere poco dopo. All’ispettore della Polstrada, Carmelo Derelitto, comandante del distaccamento di Siniscola, è toccato l’ingrato compito di avvisare i familiari che lo attendevano nella casa di via Liberazione alla periferia di Torpè. «Il ragazzo ha avuto un incidente», queste le parole del poliziotto, ma papà Marino e mamma Manuela hanno subito intuito che fosse successo qualcosa di grave.
A S’ena e sa chita sono arrivati parenti e amici, i colleghi del cameriere che sino a poche ore prima avevano riso e scherzato con lui. Il silenzio della notte è stato rotto dalle urla strazianti dei familiari, quando ai loro occhi si è presentata la scena della tragedia. Un lenzuolo a ricoprire il corpo inerte dello sventurato. Poi i rilievi degli agenti della Polstrada e l’autorizzazione del magistrato alla consegna del corpo ai familiari per i funerali che si terranno questo pomeriggio alle 18 in paese. La salma di Fabio Doddo è arrivata nella casa materna dentro una bara bianca: ad attenderlo c’era tutto il paese, che si è unito ai famigliari in questo momento di indicibile dolore.
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