È guerra tra Bortigali e Sadali per la cordula d’agnello più lunga
Botta e risposta a distanza tra i due paesi per l’attribuzione del nuovo record del mondo Caggiari: la nostra era di 175 metri, la loro di 162. Meloni: la nostra è un unico intreccio, la loro no
BORTIGALI. “Sa corda” o “cordula”, la treccia fatta con le interiora di agnello o pecora (per i nuoresi sa cordedda) a Bortigali e a Sadali si misura in metri, e sulla lunghezza che determinerà il nuovo record scoppia la polemica tra le due comunità. «Quella che abbiamo preparato noi in occasione della manifestazione Primavera nel Marghine – dice il sindaco Francesco Caggiari – era lunga 175 metri, ben tredici metri in più rispetto a quella confezionata a Sadali, che misurava 162».
A misurare la treccia bortigalese era stato il segretario comunale. E la documentazione comprovante che tutto si è svolto in maniera regolare, dovrebbe essere consegnata a breve all’organo deputato a certificare il record. A confezionare la treccia più lunga del mondo sono state due sole persone, aiutate però da un nutrito gruppo di collaboratori, mentre ad organizzare l’evento è stata la Pro loco in collaborazione con l’amministrazione comunale. Ma i sadalesi non ci stanno: «Il record è nostro – aveva dichiarato Ubaldo Meloni qualche giorno fa –, perché la nostra “corda manna” è formata da un unico intreccio: una lavorazione completamente diversa rispetto a quella del paese del Marghine».
I bortigalesi però ribattono con determinazione e rivendicano il primato. «Realizzare una cordula con un intreccio unico è impossibile – precisa Caggiari –. Non si può fare. Il metodo è uno solo: unire le interiora una all’altra, fino a raggiungere la lunghezza desiderata».
Per intrecciare la cordula bortigalese sono state utilizzate ben 250 trecce d’agnello, aventi una lunghezza media di 90 centimetri circa. «Se non avessimo perso centimetri con gli innesti – precisa il sindaco –, la lunghezza della treccia avrebbe superato abbondantemente i duecento metri».
A fornire la materia prima è stata una ditta locale, l’unica in Sardegna con certificazione Cee, che lavora tutti i derivati di macellazione: piedini d’agnello, nervetti, interiora e altro.
«Parte di quella cordula – dice Vito Porcu, presidente della Pro loco – è stata data a 6 chef che l’hanno cucinata in vari modi, poi una commissione d’assaggio ha stabilito il piatto migliore, che è stato premiato. Un’altra parte è stata data agli agriturismo e ai ristoranti, che l’hanno inserita nel menù del giorno. La parte restante, diverse decine di metri, l’hanno presa gli arrostitori presenti, che l’hanno cucinata per i visitatori che hanno affollato il paese durante la manifestazione». Una manifestazione che, nonostante l’inclemenza del tempo, ha riscosso un grandissimo successo. Adesso rimane soltanto da certificare ufficialmente la lunghezza della cordula per sapere se il record appartiene a Sadali (con 162, 5 metri) o a Bortigali, che non cede neppure di un centimetro. «La nostra era lunga 175 metri – ribadisce il sindaco Caggiari –. Né un centimetro in più, né uno di meno». La guerra della treccia più lunga continua.
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