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Consorzio bonifica, esplode la polemica sulle restrizioni

di Homar Farina
Consorzio bonifica, esplode la polemica sulle restrizioni

SINISCOLA. Le restrizioni sull’utilizzo dell’acqua per scopi irrigui, con disposizione di fasce orarie per i comuni di Siniscola, Posada, Torpè, Budoni e San Teodoro, ha innescato una divisione di...

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SINISCOLA. Le restrizioni sull’utilizzo dell’acqua per scopi irrigui, con disposizione di fasce orarie per i comuni di Siniscola, Posada, Torpè, Budoni e San Teodoro, ha innescato una divisione di vedute all’interno del Consorzio di bonifica della Sardegna centrale in merito alla gestione dell'invaso del Maccheronis. A intervenire sul tema è stato il siniscolese Claudio Conteddu, consigliere dell’Ente, che ha fatto una riflessione sulla recente nota di richiamo al Consorzio da parte del Distretto idrografico: “considerato che la deliberazione del Comitato istituzionale dell’autorità di bacino ha assegnato al Consorzio di bonifica per l’annualità in corso dall’invaso di Posada, un volume di acqua grezza per usi irrigui di 18 milioni di metri cubi e considerato che nel periodo gennaio-luglio i volumi erogati dall’invaso per il Cbsc sono di 14 milioni, ne consegue che il Consorzio non ha rispettato le disposizioni”.

«Se lo stato attuale è questo – ha detto Claudio Conteddu – sarebbe meglio commissariare l’ente. L’attuale presidente Ambrogio Guiso dovrebbe fare un passo indietro visto che la sua attività risulta appiattita sulla struttura esistente, acuendone solo le vecchie problematiche. Questo – ha aggiunto il consigliere – mette in evidenza la sua scarsa conoscenza del territorio. Sono assenti le associazioni di categoria, come la Coldiretti, della quale il presidente Guiso fa parte. Rivolgo un invito, sulla falsariga del sindaco di Posada, Roberto Tola, agli altri sindaci del territorio a emettere un’ordinanza di divieto dell’acqua per usi non primari». Conteddu avanza delle proposte: «Si pensi prima alla tutela di agricoltori e allevatori e non solo ai giardini privati costieri e al verde pubblico per i quali non vengono osservate le restrizioni, oltre a pensare bene di azzerare questa deputazione e coinvolgere l’intero consiglio mettendo da parte le alchimie politiche». E Claudio Conteddu ha concluso: «un utilizzo oculato delle risorse del Maccheronis avrebbe soddisfatto il fabbisogno e Guiso sbaglia nel cercare altrove le responsabilità».

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