I cavalieri: «Troppe restrizioni, noi domenica non ci saremo»
Caduto nel vuoto anche l’ultimo tentativo di mediazione del sindaco e del consigliere comunale Gusai «La sicurezza è un fattore importante, ma la Sagra senza cavalli perderà gran parte del suo fascino»
NUORO. «Grazie all’impegno del Comune e al dialogo con la Commissione provinciale di vigilanza abbiamo raggiunto un obiettivo importante che auspicavamo fin dal primo giorno: far compiere ai cavalieri lo stesso percorso della sfilata dei figuranti. Auspico quindi personalmente – ha ribadito il sindaco Andrea Soddu – che questi sforzi e questo spirito di grande collaborazione vengano riconosciuti. Il Comune ha fatto pienamente il suo dovere, le autorità l’hanno capito e si sono mostrate collaborative, adesso sta ai cavalieri prendere una decisione. Come sindaco e come spettatore appassionato della Sagra del Redentore mi auguro di poter vedere una bellissima sfilata della quale i cavalieri sono una componente imprescindibile. Questa è un'occasione troppo grande per promuovere e far conoscere le bellezze della nostra città e del nostro territorio in tutto il mondo e non possiamo perderla per una ripicca – ha concluso accalorandosi e facendo così intendere quanto sia legato alla città e alle sue tradizioni –. I cavalli sono una componente fondamentale della sfilata e quindi chiedo ancora una volta ai cavalieri di lasciare da parte le polemiche».
Ma l’appello del sindaco sembra destinato a restare inascoltato, a meno di improbabili ripensamenti dell’ultissima ora. I cavalieri non ne vogliono proprio sapere di sfilare. Un gruppo nutrito si è ritrovato in un luogo simbo: sotto la statua del Redentore, in cima al Monte Ortobene per analizzare pacatamente la situazione e arrivando alla decisione di non partecipare. «Una scelta impopolare, ma necessaria - hanno spiegato Roberto Soro e Paola Casu, in rappresentanza dei cavalieri presenti all’incontro –. La nostra non è una polemica nei confronti di questa amministrazione, che anzi ha fatto il possibile e anche di più per farci partecipare, ma vuole essere un segnale forte verso chi ci ha sempre trascurati, nonostante la nostra presenza alla sfilata sia sempre stata ordinata e spettacolare. Non siamo mai stati coinvolti nelle decisioni, tanto che inizialmente ci era stato proposto un percorso alternativo e senza senso ai margini della sfilata, senza il passaggio al Corso – hanno sottolineato i cavalieri nuoresi, che a settembre si riuniranno in associazione –. Abbiamo detto no grazie e alla fine sono tornati sui loro passi. Troppo tardi. Ringraziamo il sindaco e la giunta per l’impegno, ma non ci saremo. E ci assentiamo con grande rammarico – hanno concluso – perchè sappiamo, e tutti sanno, che i cavalli sono una componente importante della Sagra del Redentore. La sicurezza è giustamente un fattore importante, ma non possiamo condividere questo clima di caccia alle streghe nei confronti dei cavalieri».
«La sfilata di ques’anno sarà come una cartolina bella ma sbiadita, senza i cavalli si perde il significato identitario della sagra» ha commentato con amarezza il consigliere comunale Gian Pietro Gusai, che ha tentato fino all’ultimo di ricucire lo strappo.
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