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L’antincendi ha limitato i danni

L’antincendi ha limitato i danni

Le squadre a terra e i mezzi aerei sono riusciti a contenere a 20 ettari la superficie distrutta dal fuoco

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MACOMER. Se non fosse stato bloccato in tempo dall’intervento delle squadre a terra e dai lanci d’acqua dei mezzi arerei impiegati nello spegnimento (soprattutto di un canadair che ha centrato le fiamme con precisione chirurgica), l’incendio divampato sabato pomeriggio alla periferia di Macomer avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Il fuoco è stato fermato prima che arrivasse alla ex carlo Felice che collega Macomer al Bivio di Borore. Se avesse superato la strada, sarebbe dilagato nella piana verso Tossilo. Sono anche e soprattutto l’attività di prevenzione svolta fatta dal comune di Macomer e l’efficacia con la quale opera l’apparato comunale della protezione civile ad aver reso efficace l’azione di spegnimento del fuoco. In meno di un mese il sistema è stato allertato due volte. Il 10 agosto, quando è stato incendiato il costone di S’Adde sotto l’abitato, l’azione è stata ugualmente tempestiva ed efficace. Sabato, oltre ai mezzi aerei hanno operato a terra forestali, personale antincendio dell’Agenzia Forestas, i volontari dell’Ekoclub Mariano Falchi e i barracelli, la cui opera si rivela di grande utilità anche sul fronte della lotta agli incendi. Giovanni Lai è l’assessore al quale il sindaco ha affidato la delega a coordinare il centro operativo comunale della protezione civile. «L’allarme è stato dato dalla vedetta di Monte Manai, un punto di osservazione a monte della ss. 131 dal quale si controlla tutta la vallata – dice Lai –, subito è intervenuto il personale a terra. Per primo è arrivato un elicottero partito dalla base di Sorgono, poi sono arrivati gli altri mezzi». L’incendio ha percorso poco più di 20 ettari mandando in fumo anche qualche albero ed è stato domando in un paio d’ore. Domenica si è proceduto alla bonifica dei focolai. Il fuoco è partito dalla ferrovia in prossimità di una cantoniera poco distante dalla zona industriale di Bonu Trau e si è subito propagato verso sud alimentato dal vento che ha reso difficile l’opera di spegnimento. L’efficacia e la tempestività degli interventi ha evitato un rogo simile a quello che il primo luglio che ha sconvolto le campagne di Borore, Dualchi e Sedilo. (t.g.t.)

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