Bimbo annegato a Budoni, sequestrati i tracciati del defibrillatore
Non ci sono indagati e la madre è ripartita in Belgio. L’inchiesta vuole appurare se i soccorsi siano stati puntuali
BUDONI. È morto per annegamento il piccolo Sandro Gryson, il bambino belga che si trovava in vacanza con la madre a Budoni. Questo l’esito ufficiale dell’autopsia eseguita dal medico legale Vindice Mingioni su incarico del sostituto procuratore del tribunale di Nuoro Tommaso Giovannetti. L’esame sul corpicino del bimbo ha permesso di accertare la presenza d’acqua nei polmoni e in questi casi, come purtroppo è successo altre volte, bastano pochi secondi sott’acqua per provocare danni irreparabili.
Sandro era arrivato in Sardegna venerdì con la madre e il fratellino di tre anni per una vacanza di alcuni giorni in un villaggio turistico. Nel pomeriggio di sabato, la famiglia si è recata in spiaggia ma poco prima delle sedici il piccolo è sfuggito per qualche attimo all’attenzione della madre ed è caduto, bevendo e inalando molta acqua. Malgrado la tempestività dei soccorsi, il bimbo non ha ripreso conoscenza e i sanitari del 118 non sono riusciti a salvargli la vita nonostante i massaggi e l’uso del defibrillatore.
Le indagini aperte dai carabinieri non hanno portato per il momento all’iscrizione di nessuna persona nel registro degli indagati. La mamma, una trentatreenne di origine belga, dopo essere stata sentita per alcune ore in caserma, ha spiegato nei dettagli tutti i momenti che hanno preceduto la tragedia e ieri è ripartita per il Belgio assieme al figlio più piccolo. Semrerebbe esclusa, dunque, negligenza da parte della donna, nella sorveglianza del bimbo o aver consentito che facesse il bagno dopo mangiato. In Sardegna è rimasto il padre che si è trattenuto all’obitorio di Nuoro per ricomporre la salma che sarà trasferita oggi nel paese d’origine.
Qualche dubbio permane invece sulle modalità del soccorso, dopo che alcune persone presenti alla tragedia hanno segnalato presunti ritardi nelle operazioni. I militari dopo aver sentito a sommarie informazioni tutte le persone che hanno assistito alla tragedia, hanno disposto il sequestro dei tracciati del defibrillatore utilizzato durante le manovre di rianimazione. Un atto dovuto che consentirà di accertare se il cuore del bambino battesse ancora quando sono iniziate le operazioni di soccorso, oppure fosse già in arresto cardio respiratorio.
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