Nuoro, i detenuti di Badu 'e Carros donano 700 euro ai terremotati
Raccolta fondi all'interno del penitenziario barbaricino tra i reclusi in regime di alta sicurezza
NUORO. Possono 630 euro raccolti in favore delle popolazioni terremotate del Centro Italia valerne più di 500mila? Sì, molto di più, se si va oltre il valore nominale delle banconote e si scopre che una cifra che può apparire una goccia nel mare è frutto di una colletta promossa all'interno del carcere di Badu 'e Carros tra i detenuti in regime di alta sicurezza. Una settantina di loro hanno aderito all'iniziativa di solidarietà donando ognuno quanto poteva. Chi un euro, chi due. Chi, forse, meno. Ma ognuno di quegli euro (628 per l'esattezza quelli raccolti) ha sicuramente un grande valore se paragonato al mezzo milione donato dal fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg.
Per la validità sociale che riveste. Per tanti detenuti rinunciare a quella moneta ha significato precludersi la possibilità di acquistare un pacchetto di sigarette o qualche genere alimentare all'interno del penitenziario. «Un atto notevole di attenzione per la sofferenza altrui», lo definisce Gianfranco Oppo, Garante dei diritti dei detenuti. «La controprova che anche le persone che hanno commesso reati molto gravi conservano quella parte sana che è in noi, che andrebbe valorizzata per riuscire compiere quel percorso di rieducazione, che poi dovrebbe essere la finalità ultima del carcere».
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