Arru: giù le mani dal convitto di Sorgono
Il sindaco chiede un incontro in Regione per evitare la chiusura della struttura della scuola Agraria
SORGONO. Esplode la protesta a Sorgono, dopo che i rumors dell’istruzione hanno teorizzato la chiusura del convitto della scuola Agraria. Un danno enorme sia per il territorio che per l’istituto, sia sotto il profilo dell’offerta formativa che sotto quello del drastico taglio di studenti e di posti di lavoro. Che in futuro si tradurrà nella chiusura dell’istituto, con buona pace delle tante parole spese su servizi e salvaguardia delle zone interne. Dopo al protesta dei docenti e del personale della scuola, anche il comune di Sorgono ha preso una durissima posizione contro gli enti che reggono la pubblica istruzione. Con alcune lettere, il sindaco Giovanni Arru ha chiesto chiarimenti all’assessorato regionale all’istruzione. E con l’altra missiva ha chiamato alla mobilitazione per evitare la chiusura del presidio. «La mancata apertura del convitto è un autentico disastro. Si tratta di un azione priva di ogni significato – dice il sindaco Arru – poiché a fronte di un servizio che consente alla scuola di ospitare 34 studenti, la legge prevede un minimo di 40, si vuole dimezzare l’offerta formativa di un territorio intero per un mero calcolo ragionieristico. Nessuno pensa ai danni per il territorio, per la formazione e la distribuzione dei saperi. Non si possono utilizzare questi criteri per cancellare un servizio essenziale per gli studenti e tutta la comunità». Il primo cittadino ha chiesto a Regione, Provincia, Comunità montana il massimo impegno politico per impedire «l’ennesimo scippo di servizi nei confronti di un territorio che soffre di spopolamento. Chiediamo una riunione urgente alla Regione e agli enti periferici e al contempo, a tutti, il massimo impegno». (g.m.)
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