L’utilizzo dell’ipnosi, esperti a confronto

POSADA. L’utilizzo della ipnosi come risorsa per affrontare lo stress degli interventi medici invasivi, è stato l’argomento al centro del workshop che si è tenuto per l’intera giornata di ieri alla...

POSADA. L’utilizzo della ipnosi come risorsa per affrontare lo stress degli interventi medici invasivi, è stato l’argomento al centro del workshop che si è tenuto per l’intera giornata di ieri alla Casa delle dame di Posada. Presenti, oltre ai responsabili scientifici Domenico Scanu e Antonino Giunta, Emanuele Del Castello, specialista psicologo e direttore dell’Istituto di Scienze cognitive applicate Milton H.Erickson e il gastroenterologo e radiologo presso il Brotzu di Cagliari Danilo Sirigu. Per Scanu «alcune procedure diagnostiche, quali per esempio la gastroscopia, o quelle terapeutiche come la biopsia epatica, vengono spesso vissute dai pazienti con condizioni di ansia e stress, paura del dolore e dell’ignoto. Ebbene – continua Scanu – queste condizioni spesso vengono fronteggiate con l’utilizzo di sedativi che possono avere delle controindicazioni. Ricorrendo all’ipnosi il loro dosaggio può essere ridotto o addirittura abolito, diminuendo i rischi cui è sottoposto il paziente e mantenendo viva la sua partecipazione al percorso diagnostico-terapeutico, lasciando inoltre allo stesso paziente un ricordo mnemonico positivo della procedura». Spesso il ricorso all’ipnosi ha suscitato non poche polemiche specie nei casi in cui a farne utilizzo siano stati soggetti estranei al mondo medico. Ad avvalorare la tesi per cui sarebbe sempre opportuno che l’utilizzo di questa pratica sia appannaggio di esperti in materia è lo stesso Emanuele Del Castello, didatta e supervisore della Scuola di Psicoterapia Cognitiva. «L’ipnosi è una via di accesso alla mente e quindi secondo una regola base nessuno dovrebbe trattare una malattia attraverso l'ipnosi se non è in grado di trattarla anche senza il ricorso ad essa. La via dell’ipnosi – continua lo specialista – è sempre molto ambita dai ciarlatani, ma un suo errato utilizzo potrebbe rivelarsi dannoso. Spesso, nonostante sia essa un’arte molto antica, è caduta in disuso perchè la medicina si è rifiutata di utilizzarla a causa di una sua diffusioni tra i ciarlatani. Le vie extra scientifiche però – conclude – sono a volte intraprese anche da chi possiede titoli medici». (h.f.)

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