Posada, richieste di risarcimento per l’alluvione 2013
Scadono il 29 settembre le domande per gli indennizzi L’ammontare è di poco superiore a 300mila euro
POSADA. Scadono il 29 settembre i termini per presentare le richieste per i danni al patrimonio edilizio e ai beni mobili causati dalla terribile alluvione che ha devastato la piana di Posada. Il consiglio dei Ministri ha definito le procedure per far fronte ai danni occorsi al patrimonio dei privati a seguito dell’evento calamitoso La stima dei danni subita dai privati residenti a Posada, secondo le dichiarazioni rese dagli stessi cittadini, è di poco superiore ai trecentomila euro. Possono presentare domanda per la concessione dei contributi i soggetti privati che hanno subito danni, già segnalati con le schede B “Ricognizione del fabbisogno per il ripristino del patrimonio edilizio privato”.
Le domande dovranno essere presentate all’ufficio protocollo del comune entro il 29 settembre. Nell'Ordinanza n. 381/2016 sono definiti i criteri per la determinazione e la concessione dei contributi è allegata la documentazione necessaria per presentare domanda ed è scaricabile anche dal sito www.comune.posada.nu.it o disponibile presso l'ufficio protocollo. Sono diciassette i le richieste di risarcimento arrivate da privati cittadini (sette quelle delle imprese) che hanno stimato in 302mila euro la somma dei danni occorsi al patrimonio edilizio abitativo ed ai beni mobili in conseguenza degli eventi alluvionali. La maggior parte della abitazioni invase dalla piena, alla conta dei danni, risultavano essere accatastate come depositi attrezzi e magazzini ma ci sono anche numerosi edifici utilizzati come prime abitazioni andate letteralmente sommerse sotto la piena di acqua e fango. Una volta che si sarà concluso l’iter per i rimborsi verso i privati, il Comune dovrebbe rendere note anche le modalità per i rimborsi patiti dalle aziende produttive e le imprese. Posada assieme a Torpè, è stato uno dei comuni sardi maggiormente danneggiato dall’alluvione Cleopatra, solo per la ricostruzione del tratto di statale 125 spazzato via dalla piena, se ne sono andati due milioni di euro, mentre altre centinaia di migliaia, ne sono stati spesi per rimettere in sesto le strade campestri e gli accessi al mare. A Torpè, sono invece 51 le richieste in attesa di risposta, in questo comune, la stima dei danni ai privati è di poco superiore ai 900mila euro.
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