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Nuoro

Bitti, cala il sipario su Cortes apertas: un grande successo

di Bernardo Asproni
Bitti, cala il sipario su Cortes apertas: un grande successo

Invasione di visitatori per le strade del borgo dei tenores Una tre giorni di cultura e tradizione che saluta l’estate

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BITTI. È calato il sipario su Cortes apertas 2016. Ed è stato il successo di sempre. La 3 giorni è iniziata in sordina, con una affluenza contenuta di pubblico nel pomeriggio di apertura. Il timore di un fallimento è sfumato nella giornata di sabato, che ha registrato un numero di visitatori in costante aumento. Il top è stato raggiunto nella serata e ripetuto ieri per tutto l’arco della giornata, allorché una fiumana di gente ha invaso Cortes, Musei (Multimediale del Canto a tenore e Civiltà contadino-pastorale), mostre e esposizione artistiche e laboratori artigianali e dell’agroalimentare. Il tutto reso più piacevole dai gruppi di canto a tenore, fra cui non poteva mancare “Rimunnu’e locu” di Tanielle Cossellu, e gruppi folkloristici in costume e cori polifonici. In molti hanno visitato Bittirex e il sito nuragico di Romanzesu.

«È il terzo anno che vengo a Bitti – ha sostenuto una turista di Verona – e non mi stanco di ammirare bellezze naturali e produzioni artigianali e soprattutto prelibatezze alimentari, accoglienza della gente. Ho Bitti e la Sardegna nel cuore». Giudizio ripetuto da altri visitatori che hanno apprezzato la mostra “Momenti e luoghi del vino”, realizzata con stile dalla sommelier Licia Boe che, seguendo un iter segnato da fotografie d’epoca a livello tematico, non si è stancata di illustrare la produzione vitivinicola locale.

Altrettanto dicasi della retrospettiva “Trent’anni sui sentieri della ceramica” dell’artista Francesca Cossellu e dei tappeti sardi di Maria Campus (Nule), di “Gli artisti Bittesi Espongono” di Bittart, dei costumi sardi, della fotografica Menoterentuno di Bastian a cura di Su Palatu, la fotografica di Monica e Paesaggi di Sardegna di Forma, la bottega delle idee di Claudia Dessena, la mostra dei gioielli tipici sardi (gioielleria Monni), i manufatti in legno di Prospero Daga, La manipolazione dell'argilla di Terrapintada e le proposte di Su Leorninu. «Bitti, tutto bello. Paese di artisti» ha scandito un turista francese soffermadosi in particolare sulle proposte del gruppo folk Sa Bitha (S’isposu, S’attitu, Rappresentazioni dei personaggi fantastici dell'infanzia), sul film della memoria a cura di Kinemakine e mostra e sfilata della stilista Carla Monni. L’agroalimentare ha preso tutti per la gola, nei punti ristoro e nelle Cortes, a partire dalla 3 birre del Micro-birrificio Santu Jorgi, dall'analisi sensoriali dei mieli a cura dell’azienda Luja, sino ai formaggi e le salsicce, su pane carasatu, sa seata vitzichesa e dolci vari.

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