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Pranzo solidale ad alta quota con un centinaio di persone

di Giovanni Melis
Pranzo solidale ad alta quota con un centinaio di persone

DESULO. Si può fare solidarietà anche con poco e senza grandi clamori. Un gruppo di ragazzi, con qualche altro amico che organizza il classico per questo terremoto. Un piatto di pasta ed un bicchiere...

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DESULO. Si può fare solidarietà anche con poco e senza grandi clamori. Un gruppo di ragazzi, con qualche altro amico che organizza il classico per questo terremoto. Un piatto di pasta ed un bicchiere di vino per raccogliere qualche soldo da destinare agli abitanti dei centri devastati dal sisma. Un dramma immane che ha portato via tante vite, lasciato sul campo tanti feriti e macerie.

E davanti ad un dramma di questa portata, non si poteva restare insensibili. E mentre la popolazione desulese si è mossa secondo i canali convenzionali o tramite la parrocchia retta da don mariano Pili, alcuni giovani del paese ha chiamato a raccolta paesani e non in una delle aree di pregio del territorio desulese. Ovvero il passo di Tascusì. All’appello hanno risposto tantissime persone.

In molti si sono trattenuti anche a pranzo, era apparecchiato per un centinaio di persone, ma ne sono circolate almeno il doppio. Qualcuno si è limitato a lasciare l’offerta e prendere il gradito bicchiere di vino. Una giornata diversa passata nel fresco a quasi 1300 metri d'altitudine. Con una lunga permanenza; nel tardo pomeriggio era ancora tutto imbandito.

Alcuni che sono mancati per il pranzo, hanno prenotato per la cena. Succede in giorni ricchi di eventi, tra momenti culturali, ricorrenze varie come cerimonie e altro, i paesi la domenica si svuotano.

Ieri invece a riempirsi è stato il passo di Tascusì. Il gruppo ha annunciato altre iniziative anche in autunno. Perchè la solidarietà non ha un inizio o una fine. Vive sempre di piccoli gesti che non possono interrompersi. Perchè dopo il dramma, ancora per tanto tempo si avrà bisogno di aiuto ad Amatrice ed altri comuni. Passato il clamore, spesso segue l'oblio. Ma a Desulo c'è chi non intende dimenticare.

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