Inceneritore di Tossilo il Comitato lancia un piano alternativo
Macomer, “Non bruciamoci il futuro” propone un’idea Punta tutto sul sistema circolare della gestione dei rifiuti
MACOMER. La sentenza del Tar che ha bocciato il progetto di revamping dell’inceneritore di Tossilo alla vigilia dell’inizio dei lavori di realizzazione del nuovo impianto è all’esame dell’ufficio legale della Regione. A fine mese si saprà se verrà impugnata di fronte al Consiglio di Stato, ipotesi che appare possibile alla luce del fatto che abbandonare il progetto ad appalto concluso significherebbe pagare penali pesantissime alla ditta vincitrice. Il comitato “Non bruciamoci il futuro”, che ha portato avanti la battaglia di fronte al Tar insieme all’Unione dei comuni della Barbagia e al comune di Nuoro, in attesa di sviluppi si prepara alle prossime mosse.
I rifiuti, intanto, dopo una prima selezione nell’impianto di Tossilo finiscono in discarica a Chilivani. Quella di Monte Muradu è ormai piena e il problema è quello della gestione. Con l’impianto fermo e con la possibilità che ci rimanga per lungo tempo, intanto, si pone il problema della gestione dei rifiuti. È vero che la raccolta differenziata continua a crescere, ma rimane una percentuale residua che va smaltita. L’ultimo rapporto sulla gestione dei rifiuti riguarda il 2014 e dice che in Sardegna la raccolta differenziata era al 53,3%, in provincia di Nuoro (è quella che conferisce a Tossilo) al 60,1%. L’Europa impone la chiusura delle discariche. Cosa fare con la percentuale residua che resta fuori dalla raccolta differenziata? Il comitato “Non bruciamoci il futuro”, ha la soluzione, che è quella del sistema circolare della gestione dei rifiuti che punta tutto sul riuso e il riciclo. Il presidente, Sergio Pilia, spiega però che le proposte del Comitato non sono state prese neppure in considerazione nonostante altrove siano alla base di una corretta ed efficace gestione dei rifiuti che non ha emissioni perché non incenerisce e consente di recuperare quasi tutto. «Il comitato “Non bruciamoci il futuro” – dice – ha presentato ai sindaci del territorio un progetto alternativo, messo a punto insieme ai tecnici del Centro riciclo di Vedelago, riconosciuto dalla UE come centro pilota per le migliori pratiche nel campo del trattamento dei rifiuti, che potrebbe essere messo a regime nell’arco di 2 anni con una spesa di circa un quinto di quella stanziata per il nuovo inceneritore (circa 50 milioni di euro). Tale sistema garantirebbe inoltre una forza lavoro di circa 100 addetti, più del doppio rispetto agli attuali, con un impatto meno pesante sulle finanze dei comuni e sulle tasche dei cittadini. Dai primissimi anni 2000 si sono sviluppati nel mondo sistemi di trattamento a freddo dei rifiuti in grado di sottrarre fino all’80% di rifiuti residui dalle discariche e dall’incenerimento. Noi proponiamo queste soluzioni».
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