I vigili del fuoco tra le macerie: «I nostri cuori sono rimasti là»
NUORO. Gli occhi improvvisamente si inumidiscono e la voce diventa un sussurro. Un attimo di commozione lungo una vita mentre i ricordi riaffiorano. Salvatore “Bobore” Piredda e Fabiano Burrai sono...
NUORO. Gli occhi improvvisamente si inumidiscono e la voce diventa un sussurro. Un attimo di commozione lungo una vita mentre i ricordi riaffiorano. Salvatore “Bobore” Piredda e Fabiano Burrai sono rientrati dai luoghi del terremoto e hanno ripreso il loro lavoro nella caserma dei Vigili del fuoco, ma i loro cuori sono rimasti dove hanno lavorato per giorni a contatto con la morte. Tra le macerie di paesi cancellati dal terremoto. Ricordi che hanno solo messo in un angolo dei loro pensieri, sopraffatti dalla quotidianità di un lavoro difficile, affascinante e ricco di umanità.
«Abbiamo il numero di telefono di alcuni abitanti di Bagnolo, un borgo minuscolo tra le montagne del Lazio – hanno ricordato i due vigili del fuoco, specialisti del Saf, che hanno operato insieme all’altro collega Gian Franco Deiana –. Ogni volta che sentiamo di una nuova scossa, il nostro pensiero è per loro. Gente che ha perso tutto, ma non la dignità. Non hanno più niente, ma non sono voluti andare via perché lì c’è tutta la loro vita. Sotto le macerie. La sera prima di partire abbiamo mangiato con loro: noi abbiamo portato formaggio e salsicce e loro ci hanno fatto un’amatriciana – hanno aggiunto Fabiano e Bobore, vincendo a stento la commozione, mentre ad ascoltare le loro parole ci sono il comandante provinciale, Fabio Sassu, e il caposquadra Antonio Angotzi –. Soffriamo per loro». Piredda, Burrai e Deiana hanno scavato con le mani tra le macerie, sono rimasti per ore appesi a una cima legata all’autoscala per mettere in sicurezza i tetti di alcune case miracolosamente rimaste in piedi. Sono entrati in quello che avanzava delle case sbriciolate dal terremoto. Hanno visto morte e distruzione. «Gente umile e dignitosa anche in quei momenti così difficili – hanno continuato i due vigili del fuoco –. Una signora che ha perso il marito sotto le macerie ci ha chiesto quasi vergognandosi se potevamo recuperare dalla sua casa distrutta una catenina d’oro, qualche fotografia e la figlia il libretto universitario. Appena entrati la signora si è precipitata a riordinare il letto e si è scusata per il disordine – hanno concluso commossi –. Una tenerezza incredibile. Il nostro cuore è ancora laggiù». (plp)
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